Kara Swisher intervista Jack Dorsey, un tweet via l’altro

Kara è sempre bravissima, c’è poco da fare. Ottimo anche il commento di Kurt Wagner:

Twitter CEO Jack Dorsey and Recode co-founder Kara Swisher agreed to conduct an interview Tuesday on Twitter, and it had all the makings of a great read: The CEO of one of the most influential and controversial tech platforms in the world taking questions from one of the industry’s most ferocious reporters.

The only problem? No one could follow along. [link]

In generale: alcune delle cose che Twitter decide di fare per limitare i problemi della propria piattaforma mi sembrano passi nella giusta direzione, ma poi leggo o ascolto le cose che dice Dorsey e, boh. Boh davvero.

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Termini e Condizioni

L’eterna lotta fra il Bene e una serie infinita di consensi che dobbiamo dare quando ci registriamo ad un servizio online.

Gli USA, sebbene nell’immaginario rappresentino la locomotiva di Internet, sono ancora molto indietro nella tutela della privacy personale e dei diritti degli utenti.

E lo sapevate che a leggere le condizioni legali del servizio Kindle ci impieghereste nove ore?

Americans deserve strong privacy protections. Consent is not enough to replace them. [Link]

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Facebook vs Germania: le nuove frontiere del giustificazionismo.

“Using information across our [Facebook] services also helps us protect people’s safety and security, including, for example, identifying abusive behavior and disabling accounts tied to terrorism, child exploitation and election interference across both Facebook and Instagram.”

Ma la Germania non pare essere convinta (nemmeno noi).

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Inside the UAE’s secret hacking team of U.S. mercenaries

Dietro il nome di Progetto Raven c’era (c’è?) un gruppo di informatici esperti di sicurezza e intelligence.

Fin qui nulla di strano, se non fosse che questi informatici erano praticamente dei mercenari provenienti da tutto il mondo e che lavoravano per una compagnia basata negli Emirati Arabi.

In questo reportage, la storia di come si raccoglievano informazioni sulle persone a livello mondiale avendo alle spalle risorse infinite e pochissimi scrupoli.

“Some days it was hard to swallow, like [when you target] a 16-year-old kid on Twitter, […] but it’s an intelligence mission, you are an intelligence operative. I never made it personal.” [Link]

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Facebook paga perché dei ragazzini vendano i loro dati

Desperate for data on its competitors, Facebook has been secretly paying people to install a “Facebook Research” VPN that lets the company suck in all of a user’s phone and web activity, similar to Facebook’s Onavo Protect app that Apple banned in June and that was removed in August.

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Le tracce fantasma di Spotify

Mysterious musicians have cropped up on Spotify, racking up thousands of listens and (perhaps) hundreds of pounds. It’s a phenomenon that experts say could indicate a security flaw.
But while Spotify denies that accounts have been hacked, the music streaming site has not explained in detail how the playlists of some users indicate they’ve “listened to” musicians that nobody’s ever heard of.

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Le possibili conseguenze del Google Walkout

Dopo la protesta di qualche mese fa (ne parlammo brevemente qui), pare che Google inizi a temere le proteste organizzate via – indovina un po’ – mail. In particolare, via Gmail. E i suoi avvocati hanno chiesto al National Labor Relations Board di stralciare il diritto dei lavoratori a organizzare proteste via email.

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Twitterrific AD Network

Ottima idea da parte di Icon Factory.

Now you can advertise your app, website, product or service directly on Twitterrific’s expansive network of tech-savvy users for just $100 a month. For that price we guarantee 1,000 tap-throughs – not impressions but actual visits – to your App Store page or website.

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L’obbiettivo principale di ogni startup fino a poco tempo fa, era quello di incontrare i favori di qualche grosso fondo di VC che iniettasse una quantità enorme di liquidità nella piccola azienda.

Lo scopo principale di questi soldi è sempre stato quello di accelerare i tempi di allargamento sul mercato dell’azienda sia per battere la concorrenza che (in molti casi) per approfittare più velocemente di eventuali buche legislative sulle quali la startup faceva leva.

Eppure, da parecchio tempo, i fondi di VC non sono più la fonte di sostentamento e di crescita preferita da parte delle giovani e piccole compagnie che grazie ad altri strumenti di finanziamento collettivo o anche ad altre tipologie di investimento basate sui dividendi, stanno cercando nuovi lidi.

Il tutto, sembra, con l’interesse dei venture capitalists.

We’re not anti-V.C. We’re just thinking for ourselves, rather than for them or other peers. [Link]

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5G may be a game changer, but don’t expect a lot in 2019

Il 2019 è l’anno in cui anche in Italia (ma solo in alcune grandi città) inizierà ad entrare in operatività il 5G, la quinta generazione del protocollo di trasmissione dati che, almeno sulla carta, consentirà velocità da dieci a cento volte superiori a quelle attuali.

Il passaggio sarà completato nel 2022, ma almeno attualmente mancano infrastrutture consistenti che sfruttino appieno la capacità del 5G e soprattutto non c’è ancora una massa critica di dispositivi che supportano il protocollo.

Finora, anche negli ultimi giorni di CES, si sono viste cose molto promettenti nel campo dell’IoT e dell’analisi dei big data che trarrebbero molto vantaggio dalle velocità maggiori di scambio dati.

Aspettiamo fiduciosi.

For us, 5G is a catalyst technology, the connective tissue between cloud and the edge. [Link]

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