La censura su Tumblr

by Stefania S.


“It will always be in the interest of the men who own the machines to say their machines will make the world a better place”

da Infinite peepshow” 

Può apparire amaramente ironico il fatto che Tumblr abbia scelto il 17 dicembre, ricorrenza per l’ International Day to End Violence Against Sex Workers, come deadline per i contenuti pornografici sulla propria piattaforma, ma in realtà fa semplicemente schifo.

Dal 1996 in America vige il Communications Decency Act (CDA) che regola la diffusione e la gestione legale del materiale di natura pornografica pubblicato su internet; ad Aprile 2018 Trump ha posto la sua firma sulle SESTA-FOSTA, le due leggi che vanno a ledere la section 230 del CDA, la quale a sua volta tutelava legalmente le piattaforme che permettevano ai loro iscritti di condividere contenuti NSFW.
Per tutta risposta moltissime piattaforme, ma anche colossi come Google ad Apple, hanno deciso coraggiosissimamente in via preventiva di stringere ancora di più le maglie delle proprie politiche oscurantiste nei confronti dei contenuti pornografici che quotidianamente passano sui loro canali.

SESTA (Stop Enabling Sex Traffickers Act) e FOSTA (Fight Online Sex Trafficking Act) sono state presentate alla Camera e al Senato americani come deterrenti per la diffusione della prostituzione online e come strumenti per la lotta al traffico umano, suscitando critiche e accuse piuttosto precise: i due act infatti non solo ledono la libertà di espressione degli utenti su internet (i purge preventivi tout court di contenuti hard anche a mero scopo ricreativo ne sono una prova), ma anzi peggiorano le condizioni dei/delle sex workers, privandoli/e di uno spazio sicuro e autogestito dove poter esercitare la propria professione e rigettandoli/e in strada nuovamente alla mercé di sfruttatori e organizzazioni criminali, in condizioni lavorative precarie e nocive. Ma pensa, chi l’avrebbe mai detto? 

L’effetto domino ha toccato fra i tanti anche Tumblr, social noto per l’alta diffusione di materiale pornografico che, a seguito della rimozione della propria app dall’Apple Store, ha deciso di ritornare in carreggiata imponendo a sua volta nuove regole restrittive sul materiale digitale esplicito (leggasi ban e cancellazione dei post mediante automatismo) a partire proprio dall’emblematico 17 dicembre; a nulla son servite ovviamente le poco realistiche rassicurazioni su presunte tutele di opere di natura artistica.

Per saperne di più:


Tumblr is banning adult content. It’s about so much more than porn.

A new law intended to curb sex trafficking threatens the future of the internet as we know it

FOSTA-SESTA is now law—where does that leave the Internet?



Stefania S.