Lo scorso settembre è stata resa nota l’esistenza del “Project dragonfly” di Google per la Cina, ovvero un prototipo di motore di ricerca in grado di tracciare le informazioni sensibili degli utilizzatori e i loro recapiti personali, oltre che permettere una censura accurata di tutti i temi non graditi al regime, nell’ottica di un rientro del colosso in terra cinese.

Il 27 Novembre 2018 i dipendenti Google hanno pubblicato una lettera su Medium nella quale criticano la compagnia e chiedano che venga fatto un passo indietro e che il progetto venga soppresso.

 

Our opposition to Dragonfly is not about China: we object to technologies that aid the powerful in oppressing the vulnerable, wherever they may be. The Chinese government certainly isn’t alone in its readiness to stifle freedom of expression, and to use surveillance to repress dissent. Dragonfly in China would establish a dangerous precedent at a volatile political moment, one that would make it harder for Google to deny other countries similar concessions. […]

Dragonfly would also enable censorship and government-directed disinformation, and destabilize the ground truth on which popular deliberation and dissent rely. Given the Chinese government’s reported suppression of dissident voices, such controls would likely be used to silence marginalized people, and favor information that promotes government interests.

 

Una lettera simile era già circolata mesi fa, ma a differenza di allora stavolta sono allegati (e in continuo aggiornamento) tutti i nomi dei firmatari.

Su Medium l’appello dei dipendenti Google: We are Google employees. Google must drop Dragonfly.

Per saperne di più sul progetto:

Whistleblower reveals Google’s plans for censored search in China

Project Dragonfly (wikipedia EN)