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L’AGR, automatic gender recognition (o AGD, automatic gender detection) fa parte dell’ampio sottogruppo di tecnologie di identificazione biometrica che negli ultimi anni ha riscosso un notevole interesse nella comunità scientifica, non solo per quanto concerne le sue possibilità di impiego nell’ambito delle HCI (human-computer interaction) o in quello della sicurezza, ma anche in quello medico e ultimamente anche nel marketing (chi l’avrebbe mai detto?).

Come sempre quando ci si trova davanti a simili tecnologie strettamente correlate al concetto di privacy e identità, è d’obbligo non ignorare alcune domande: quali sono i rischi e i confini etici nell’uso di simili tecnologie? A che punto è il dibattito attuale e soprattutto esiste un dibattito attuale?

Pare che fortunatamente qualcuno sia entrato ancora più nel merito: può l’AGR technology essere una minaccia per le persone gender-nonconforming?

Ne parlano nel un ricco (di collegamenti e spunti di riflessioni) articolo “Gender is personal – not computational”  Foad Hamidi, Morgan Scheuerman e Stacy Branham.

We interviewed 13 transgender and gender-nonconforming people […]They described how being misgendered by algorithms could potentially feel worse than if humans did it. Technology is often perceived or believed to be objective and unbiased, so being wrongly categorized by an algorithm would emphasize the misconception that a transgender identity is inauthentic. One participant described how they would feel hurt if a “million-dollar piece of software developed by however many people” decided that they are not who they themselves believe they are.

 

[…] As digital technologies develop and mature, they can lead to impressive innovations. But as humans direct that work, they should avoid amplifying human biases and prejudices that are negative and limiting. In the case of automatic gender recognition, we do not necessarily conclude that these algorithms should be abandoned. Rather, designers of these systems should be inclusive of, and sensitive to, the diversity and complexity of human identity”

 

Qua invece approfondimento sull’AGR correlato alle HCI: The Misgendering Machines: Trans/HCI Implications of Automatic Gender Recognition