Archiviazione automatizzata dei dati col DNA sintetico

by Francesca Balestrieri

Il “proof of concept” è stato un successo: l’Università di Washington, in collaborazione con i ricercatori della Microsoft, è riuscita nell’intento di creare il primo sistema completamente automatizzato (e dunque meno suscettibile all’errore umano) che riesce ad archiviare e recuperare dati usando DNA sintetico. Questo è un notevole passo avanti per colmare il divario tra la quantità di dati prodotti e l’attuale capacità (fisica) di archiviazione dei dati stessi: il DNA sintetico, infatti, è estremamente più efficiente di molte tecnologie per l’archiviazione e il recupero dati attualmente in uso.

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GPS Week Number Rollover Event

Anche il GPS potrebbe avere il suo bug del millennio. In effetti la cosa è leggermente diversa, perché nel caso del sistema satellitare, si tratterebbe di un problema di azzeramento dell’epoch, cioè la quantità di memoria adibita a registrare la data sarà piena e dovrà azzerarsi.

Nel caso del GPS il periodo corrispondente è di 19,7 anni e la data di azzeramento sarà il prossimo 6 aprile. Non tutti i ricevitori o i sistemi saranno ovviamente colpiti, ma per quelli che non hanno ricevuto aggiornamenti o sono parte di sistemi che non possono essere aggiornati, ci potranno essere problemi di elaborazione dei dati. In vent’anni, poi, i sistemi e le applicazioni che utilizzano il GPS sono cresciuti considerevolmente.

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Canal+ Séries

In Francia Canal+ lancia un servizio in streaming dove vedere esclusivamente serie TV. (Spoiler: c’è anche Gomorra.)

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Ieri la NSA ha reso pubblicamente scaricabile con licenza Open Source il suo tool Ghidra.

Ghidra è un software per il reverse engineering, ovvero l’operazione di estrarre da un programma quelle che sono le istruzioni, il codice, l’architettura e tutte le sue caratteristiche che non sono immediatamente interpretabili dai Files a disposizione dell’utente.

Nessun tool di hacking offensivo come accadde per Vault7, la suite di software usata dalla CIA svelata da WikiLeaks e utilizzata per migliaia di episodi criminali negli ultimi due anni.

Il reverse engineering è una pratica importante dal punto di vista della sicurezza, soprattutto nell’ambito della malware Analysis, nella quale si utilizza per ricostruire il comportamento di software malevolo e aggiornare gli strumenti di difesa.

“If you’ve done software reverse engineering what you’ve found out is it’s both art and science, there’s not a hard path from the beginning to the end” [Link]

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Erasing Women in Tech: How ‘60 Minutes’ Ignored Women’s Voices, Stories, and Expertise

Reshma Saujani, CEO di “Girls who code“, critica piuttosto duramente la scelta di escludere dall’ultima puntata della trasmissione “60 minutes” il ruolo delle donne nelle STEM e delle organizzazioni precedentemente coinvolte nella realizzazione della puntata, a favore di Hadi Partovi, uomo al vertice di Code.org.

By omitting the expertise and experience of woman-led organizations’ pioneering efforts to bring more girls into computing, 60 Minutes is contributing to a long and ugly history of media erasing women in tech.

Anche Ayah Bdeir, fondatrice di LittleBits, parla del suo coinvolgimento – poi tagliato via – dalla trasmissione: An Insider’s Look at Why Women End Up on the Cutting Room Floor

[…]we know there are systemic and frequent roadblocks ahead of girls in their journey from a social, psychological, and environmental perspective and they need support and mentorship throughout their lives to withstand the stereotypes and discrimination they are subjected to. Reaching girls at scale to try coding is great but it is the tip of the iceberg. When you don’t invite the richness of an experience to the table, you miss the nuance, and you risk becoming “hand wavy” about an important subject.

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Uber non verrà incriminata per l’incidente dell’anno scorso

I giudici hanno deciso che non ci sono gli estremi per incriminare Uber per l’incidente avvenuto l’anno scorso nel quale un’auto a guida automatica investì e uccise una donna in Arizona.

La guidatrice, che al momento dell’incidente era probabilmente impegnata ad utilizzare il suo cellulare, si potrebbe trovare ad affrontare le accuse di omicidio.

Uber non affronterà la causa con la famiglia della vittima poiché aveva patteggiato pochi giorni dopo l’incidente.

Tutta la vicenda dell’incidente era stata poi caratterizzata dalle rivelazioni di un impiegato di Uber che riferiva di alcuni problemi di sicurezza rilevati ed ignorati nelle loro auto a guida automatica.

“After a very thorough review of all evidence presented, this office has determined that there is no basis for criminal liability for the Uber corporation”[Link]

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Un’altra settimana, un’altra rogna per Facebook

by Matteo Scandolin

Presente quando ti invitano ad aggiungere il numero di telefono per questioni di sicurezza? Peccato che poi – tanto per cambiare – se ne battano della privacy. È venuto fuori che il numero di telefono può essere usato da tutti, per trovarti: non bastava il nome o l’email. L’anno scorso invece era stato scoperto che il numero di telefono serviva anche per delle pubblicità mirate:

Last year it came to light that Facebook was using the phone numbers people submitted to the company solely so they could protect their accounts with 2FA for targeted advertising.

Ciliegina sulla torta: non è possibile fare opt-out, cioè impedire a Facebook di utilizzare il numero di telefono per questi scopi.

Da diverso tempo vado in giro dicendo che Facebook è un’organizzazione criminale. Anche se non siamo della stessa opinione, e posso anche concedere che sono a un’estremità, io, mi chiedo come sia possibile che un sacco di persone affidino a Facebook corrispondenze private, messaggi importanti, pezzi così fondamentali della propria vita.

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