Robe che i dissing tra rapper, a confronto, son poca cosa

Dopo che i fondatori di Instagram hanno abbandonato Facebook, sono iniziate un po’ di speculazioni sui perché e i percome. Con un tempismo eccezionale, Forbes è andata a intervistare Brian Acton, uno dei fondatori di WhatsApp, che aveva abbandonato Facebook prima di poter incassare le quote dell’azienda, rinunciando di fatto a 850 milioni di dollari. Ne viene fuori un ritratto pessimo di Facebook, e anche di Zuckerberg, anche se credo che questo risultato fosse ampiamente prevedibile: se dici che la privacy dei tuoi utenti ti sta a cuore non vendi la tua app a un’azienda che non ha idea di cosa farsene, della privacy degli utenti. E i 22 miliardi di dollari che quest’azienda è disposta a pagare non ti leveranno mai i dubbi.

Uno dei pezzi grossi di Facebook se l’è presa, per questa intervista, e ha risposto a tono ad Acton. Tra le due comunque ti consiglio il pezzo di Forbes, estremamente curato, e davvero interessante.

Come WhatsApp ha distrutto un villaggio

Sembra esattamente la stessa cosa che è successa in Myanmar grazie a Facebook.

Hours after a mob of villagers beat five strangers to death over a rumor on WhatsApp, nobody wanted to clean up the blood: There was just too much of it. [link]

WhatsApp founder plans to leave after broad clashes with parent Facebook

WhatsApp founder plans to leave after broad clashes with parent Facebook

Jan Koum ha deciso di dimettersi dalla sua carica di CEO di WhatsApp.

Brian Acton, suo socio cofondatore si era già dimesso a Novembre.

Alla base della decisione ci sarebbe il disaccordo di Koum per le politiche di Facebook sul trattamento dei dati personali degli utenti e la disattenzione verso le tematiche della crittografia e della sicurezza delle comunicazioni.

“It is time for me to move on”