Sapere quanti follower si hanno su Twitter potrebbe essere “poco salutare”.

Questo è quello che dichiara uno dei dirigenti, Ev Williams.

Il conoscere quanti follower hanno gli altri account potrebbe essere un cattivo incentivo all’utilizzo della piattaforma e potrebbe dare una misura sbagliata del senso stesso di Twitter.

Ancora peggio viene definita la lista delle persone da seguire suggerite.

“I think showing follower counts was probably ultimately detrimental,” Williams said at the Web Summit in Lisbon, Portugal. “It really put in your face that the game was popularity.”[Link]

Twitter Disclosure

Con un thread pubblicato ieri sera sul profilo del suo Policy Team, Twitter ha annunciato la pubblicazione di una mole notevole di dati riconducibili alle attività del famigerato Internet Research Institute, l’organizzazione russa conosciuta come Fabbrica dei Troll.

Stiamo parlando di una grande quantità di materiale, almeno dieci milioni di tweet di quasi quattromila account diversi; due milioni di file multimediali fra video, GIF e dirette Periscope.

Tutte queste informazioni sarebbero state utilizzate per veicolare propaganda e interferire con le discussioni sociali e politiche relative alle elezioni americane attraverso account falsi che diffondevano opinioni o notizie altrettanto fasulle.

Lo scopo di tutto ciò è la volontà da parte di Twitter di permettere l’analisi delle ingerenze della Russia sull’informazione e sulle coscienze delle persone a livello globale. Non è difficile immaginare che già molto presto si avranno risultati interessanti da parte di giornalisti o analisti di dati.

Già ad inizio anno, Twitter aveva pubblicato alcuni dati relativi all’attività dell’IRI e un paio di settimane fa comunicava altre restrizioni delle proprie regole di condotta e utilizzo.

Facebook would make a martyr by banning Infowars Quarantine instead, or it’ll be ‘but her emails!’ 2.0

Facebook would make a martyr by banning Infowars.

La lotta alle bufale sbandierata da Facebook potrebbe incontrare il classico rovescio della medaglia secondo cui, eliminando i contenuti che diffondono notizie false, si correrebbe il rischio di dare risalto proprio a questi ultimi.

Nel mirino soprattutto Infowars, il sito che diffonde fake news propagandistiche popolarissimo negli USA e principale attore della campagna presidenziale di Donald Trump.

Poi qui c’è John Oliver che parla di Alex Jones (il fondatore e conduttore), e fa sempre bene rivederlo:

Facebook ha condiviso dati con 61 aziende

Già il mese scorso Facebook aveva ammesso di aver condiviso in maniera più o meno diretta di aver condiviso i dati relativi agli utenti con più di sessanta aziende fra cui Apple, Microsoft, Amazon, Spotify, Samsung e BlackBerry.

Questi ed altri dettagli sono contenuti in un documento di 748 pagine risalente a venerdì scorso e indirizzato al Congresso USA.

These integrations were reviewed by Facebook, which had to
approve implementations of the APIs. Typically, these apps were reviewed and approved by
members of our partnerships and engineering teams.

Beyond Cambridge Analytica

Beyond Cambridge Analytica

Una società italiana, la Area, ha venduto un software per monitoraggio del traffico in Rete al regime siriano di Bashar Al-Assad.

Ora pubblicizza uno spyware che consente il monitoraggio e la manipolazione delle informazioni sui social media.

How to Report Social-Media Harassment: A Practical Guide

How to Report Social-Media Harassment: A Practical Guide

Unfortunately, social network harassment is unlikely to go away (celebrities and common people, it’s the same), here’s a guide to defend yourself.

If you’re experiencing abuse in this or one of its many, many other forms, this article’s for you: it is a practical guide to understanding how to report harassment and abuse online, and what to expect from various social networks when you do.