Licenziato da una macchina

Ibrahim Diallo racconta una storia assurda, che però rischia di diventare la norma. Altro che Kafka: Amazon, per esempio, sta testando un sistema automatizzato di middle-management: al posto di utilizzare dirigenti di basso livello per controllare le cose, si affida agli algoritmi. Cosa mai potrà andare male, no? Citofonare a Diallo e chiedere.

Over the next 3 weeks, I was CCed on the emails about my case. I watched it be escalated to bigger and more powerful titles over and over, yet no one could do anything about it. From time to time, they would attach a system email. It was soulless and written in red as it gave orders that dictated my fate. Disable this, disable that, revoke access here, revoke access there, escort out of premises, etc.

The system was out for blood and I was its very first victim. [link]

Tra i tanti motivi per cui non usare Facebook per le comunicazioni personali

C’è anche questa bella novità:

Facebook found a new place to sell video ads: Inside Messenger, where some users will start to see autoplay video ads appear in their inbox right next to messages from friends and family. [link]

È da tempo che ogni volta che vedo che qualcuno a me vicino intrattenere comunicazioni importanti (di qualsiasi tipo: d’amore, di lavoro, d’affetti) attraverso Facebook, mi parte il rantolo sulla privacy: ma temo che non serva. Né il rantolo, né, a conti fatti, neanche questo post.

Due anni per prepararsi alla GDPR, e poi?

E poi un nutrito gruppo di giornali online si fa trovare completamente impreparato e oscura l’accesso ai propri siti per gli utenti europei.

Dozens of American newspapers are currently blocked in Europe and web services like Instapaper have suspended operations in the European Union for the foreseeable future.
First reported by the BBC, news sites owned by media companies like Tronc and Lee Enterprises are now totally dark in European Union countries. Some of those sites include the Los Angeles Times, the New York Daily News, the St. Louis Dispatch, the Chicago Tribune, and the Orlando Sentinel. [link]

La pubblicità online è stata la linfa vitale del web di questi venti anni, ma ha superato qualsiasi limite di decenza: il fatto che alcune società e servizi (tra cui Instapaper) abbiano deciso per un temporaneo blocco delle operazioni anziché sedersi e capire di quali e quanti dati dei loro utenti fanno incetta quotidianamente, e come gestirli d’ora in avanti, la dice lunga sulla questione.

L’account personale di Trump è un account pubblico

Almeno, così sostiene una corte statunitense: sembra un cavillo legale, ma in realtà è una cosa molto grossa.

Chi ci segue da tempo sa che qui Trump non ci sta molto simpatico (lui, e tutto quello che si porta dietro, e tutto quello che rappresenta) (lui, e i suoi equivalenti italiani). Una delle cose che non mi ero mai spiegato razionalmente è il fatto che abbia sempre continuato a usare il proprio account Twitter personale, e non il profilo ufficiale del Presidente degli Stati Uniti (quello che usava, per esempio, Obama). Essendo il suo profilo personale, ha sempre pensato di poter fare quello che gli pareva, tra cui anche bloccare le persone che esprimono dissenso, o cose simili.

Una delle persone bloccate da Trump ha però fatto causa, e la corte le ha dato ragione, stabilendo che il profilo privato di Trump non è più così privato, visto che lo usa anche per comunicare cose ufficiali e di importanza nazionale. Insomma, è un pubblico ufficiale che dice cose da pubblico ufficiale: impedire a qualcuno di seguirlo o interagirci equivale a censura.

Mi piace in modo particolare il fatto che la giudice abbia aggiunto: non imporrò al Presidenti di sbloccare tutti gli account che ha bloccato, perché è un pubblico ufficiale e tutti i pubblici ufficiali devono obbedire alla legge.

“This case requires us to consider whether a public official may, consistent with the First Amendment, ‘block’ a person from his Twitter account in response to the political views that person has expressed, and whether the analysis differs because that public official is the President of the United States,” the decision begins. “The answer to both questions is no.” [link]

WhatsApp founder plans to leave after broad clashes with parent Facebook

WhatsApp founder plans to leave after broad clashes with parent Facebook

Jan Koum ha deciso di dimettersi dalla sua carica di CEO di WhatsApp.

Brian Acton, suo socio cofondatore si era già dimesso a Novembre.

Alla base della decisione ci sarebbe il disaccordo di Koum per le politiche di Facebook sul trattamento dei dati personali degli utenti e la disattenzione verso le tematiche della crittografia e della sicurezza delle comunicazioni.

“It is time for me to move on”

RCS, ovvero: Google pensa che per i messaggi sia il caso di usare un sistema non protetto

RCS, ovvero: Google pensa che per i messaggi sia il caso di usare un sistema non protetto

I sistemi di messaggistica di Android sono svariati e indipendenti l’un dall’altro: un po’ perché Google ha sviluppato diversi sistemi, un po’ perché Android viene installato su telefoni di produttori diversi che non mancano di metterci lo zampino. Per ovviare a questo ginepraio, Google pensa che una nuova app chiamata semplicemente Chat possa aiutare.

Instead of bringing a better app to the table, it’s trying to change the rules of the texting game, on a global scale. Google has been quietly corralling every major cellphone carrier on the planet into adopting technology to replace SMS. It’s going to be called “Chat,” and it’s based on a standard called the “Universal Profile for Rich Communication Services.” SMS is the default that everybody has to fall back to, and so Google’s goal is to make that default texting experience on an Android phone as good as other modern messaging apps.

Che dici: ok, non male. Ma poi continui a leggere l’ottimo articolo di The Verge e:

The worse news is that carriers aren’t fond of strong encryption and don’t have a great history of pushing back against government demands for information.
”RCS continues to be a carrier-owned service, so legal intercept and other laws that exist that allow carriers to have access to the data continues to be the case,” Sabharwal admits. And though Google isn’t shutting down Allo, it’s also not working to create a chat service that is as secure as iMessage, Signal, or even Telegram. “At this point, the answer is no. We will not have that option,” Sabharwal says. Allo offers an “incognito” mode that does support end-to-end encryption, but that’s it.

Siamo nel 2018 e Google conta di far salire tutti su un carro che non è criptato. Per favore.

(Anil Sabharwal è il dirigente a capo del progetto.)

Walt Mossberg lo riassume efficacemente:

Trump signs controversial FOSTA-SESTA bill into law

Trump signs controversial FOSTA-SESTA bill into law

Giovedì scorso il Presidente Trump ha firmato il progetto di legge conosciuto come SESTA-FOSTA (abbreviazione di Stop Enabling Sex Traffickers Act and Allow States and Victims to Fight Online Sex Trafficking Act).

In breve, viene introdotta la responsabilità penale per tutte le piattaforme web che ospitano contenuti che favoriscono, assistono o supportano le attività di prostituzione.

Per evitare problemi, Craigslist ha addirittura eliminato la sezione di annunci personali prima ancora che la legge fosse approvata.

Oltre a importanti conseguenze per la privacy e per la censura che potrebbero operare delle piattaforme sui propri contenuti, c’è anche l’aspetto della compromissione della sicurezza dei sex-worker che utilizzano quei siti web e che potrebbero ricorrere a mezzi meno adatti per continuare a esercitare.

Beyond Cambridge Analytica

Beyond Cambridge Analytica

Una società italiana, la Area, ha venduto un software per monitoraggio del traffico in Rete al regime siriano di Bashar Al-Assad.

Ora pubblicizza uno spyware che consente il monitoraggio e la manipolazione delle informazioni sui social media.

Palantir, Cambridge Analytica, Facebook

Palantir, Cambridge Analytica, Facebook

It was a Palantir employee in London, working closely with the data scientists building Cambridge’s psychological profiling technology, who suggested the scientists create their own app — a mobile-phone-based personality quiz — to gain access to Facebook users’ friend networks, according to documents obtained by The New York Times.

Qui a No Rocket Science non abbiamo tanta passione per Peter Thiel, come si ricorderanno i lettori più affezionati. Onestamente però non stupisce che un dipendente della sua società abbia dato l’idea a Cambridge Analytica di usare delle ingenuità1Ingenuità un cazzo, ma lasciamo perdere. nella struttura di Facebook, né convince la smentita secondo la quale è stata un’iniziativa personale e che loro non c’entran niente:

“There were senior Palantir employees that were also working on the Facebook data,” said Christopher Wylie, a data expert and Cambridge Analytica co-founder, in testimony before British lawmakers on Tuesday.

la privacy che interessa a Facebook

La privacy che interessa a Facebook

La propria, a giudicare da un articolo del New York Times.

Facebook employees said on Friday that discussions were raging across the company regarding the merits of the post. Some called for executives to aggressively pursue action against those leaking to the media, said two Facebook employees, as well as for the company to do more to screen for potential whistle-blowers during the hiring process.

Io sono più che favorevole alla segretezza per evitare che i tuoi concorrenti copino le tue idee, per esempio. Ma se succede qualcosa di brutto, be’, quel tipo di segretezza non ha senso. Non deve esistere.

Alexa, cosa puoi sentire? E cosa ci farai, con quello che senti?

Alexa, cosa puoi sentire? E cosa ci farai, con quello che senti?

Gli assistenti virtuali delle grandi aziende di internet, specialmente quelli chiusi in scatolotti come l’Amazon Echo o il Google Home, sono molto comodi. Ma come già abbiamo visto, ci sono notevoli ripercussioni per la nostra privacy.

In one set of patent applications, Amazon describes how a “voice sniffer algorithm” could be used on an array of devices, like tablets and e-book readers, to analyze audio almost in real time when it hears words like “love,” bought” or “dislike.” A diagram included with the application illustrated how a phone call between two friends could result in one receiving an offer for the San Diego Zoo and the other seeing an ad for a Wine of the Month Club membership.

What the F*** Was Facebook Thinking?

What the F*** Was Facebook Thinking?

Serve tradurre?

There’s a very good reason that Facebook is the fastest growing advertising business in the world. It’s because it has the largest, most detailed and most granular user data on the planet. It’s also incredibly personal, and will reveal a lot about your life to anyone who has access to it. And yet all the way up until April 2015, Facebook was giving all that data away to its developers that were using the Graph API.

I profili coinvolti nel caso Cambridge Analytica sono un po’ più di 50 milioni

I profili coinvolti nel caso Cambridge Analytica sono un po’ più di 50 milioni

Facebook ha annunciato che i profili coinvolti sono quasi il doppio. In più, Zuckerberg ha ammesso che prima o poi tutti gli utenti del servizio hanno avuto il profilo scandagliato da qualche app di terze parti, che ha acquisito quanti più dati possibile su di loro:

Facebook said Wednesday that “malicious actors” took advantage of search tools on its platform, making it possible for them to discover the identities and collect information on most of its 2 billion users worldwide.

The revelation came amid rising acknowledgement by Facebook about its struggles to control the data it gathers on users. Among the announcements Wednesday was that Cambridge Analytica, a political consultancy hired by President Trump and other Republicans, had improperly gathered detailed Facebook information on 87 million people, of whom 71 million were Americans.

Facebook continua a fare le stesse promesse

Facebook continua a fare le stesse promesse

E praticamente con le stesse parole, sempre, ha fatto notare CBS.

Facebook on Wednesday attempted to make amends for having utilized data from tens millions of profiles without consent from users. The social media giant formally announced changes it claims will make it easier for users to control what they share in a post titled “It’s Time to Make Our Privacy Tools Easier to Find.”

The release, authored by Facebook’s Chief Privacy Officer Erin Egan and Deputy General Counsel Ashlie Beringer, touts improved functionality and design of individual privacy settings on the platform. But that is something it’s been promising since 2006. The release employed stock language that Facebook has trotted out repeatedly when faced with questions over how it handles user data and privacy.

Fitness app Strava overhauls map that revealed military positions

Fitness app Strava overhauls map that revealed military positions

Fitness-tracking app Strava said starting on Tuesday it will restrict access to an online map that shows where people run, cycle and swim and remove some data after researchers found it inadvertently revealed military posts and other sensitive sites.

Il senso ultimo di No Rocket Science è mettere insieme casi come questo, o le innovazioni nel campo delle comunicazioni di massa, o le auto che si guidano da sole: metterle in fila e poi cercare di capire cosa succede.

Le funzioni di un fitness tracker sono utili, e su questo ci son pochi dubbi: e questa storia è interessantissima.