La ridefinizione dell’unità di misura del peso

L’IPK conservato al BIPM di Parigi.

Le unità di misura conosciute e adoperate in tutto il mondo e che diamo per “determinate” e immutabili in realtà sono tutt’altro che al di sopra di revisioni periodiche, per renderle man mano sempre più precise e, possibilmente, slegate da artefatti materiali di riferimento.

Il SI (Système international d’unités), formato da sette unità fondamentali da cui derivano tutte le altre, questo Novembre vedrà ufficializzata l’importante revisione della definizione del chilogrammo.
Attualmente infatti il chilogrammo è definito come “uguale alla massa dell’IPK, l’International Prototype Kilogram“, un oggetto di forma cilindrica, composto al 90% di alluminio e il restante 10% da platino e iridio, custodito in Francia dal 1889 al BIPM (Bureau International des Poid et Mesures); dopo decenni di esperimenti la nuova definizione del chilogrammo ufficiale sarà “una delle costanti fisiche dell’universo” dopo il voto della commissione che si riunirà a Versailles il 16 Novembre.

Ne parla in un interessante thread su twitter l’ingegnere aerospaziale Max Fagin (@MaxFagin)

Sul sito ufficiale del BIPM è inoltre possibile trovare la roadmap per la revisione del SI oltre a tutte le notizie, approfondimenti e curiosità sulle unità di misura che ci aiutano a comprendere, studiare e modellare la realtà che ci circonda.

Addio e grazie per tutto il pesce, Kepler

Il 30 Ottobre 2018 la NASA ha rilasciato il comunicato ufficiale che conferma il termine della missione del telescopio spaziale Kepler, nell’ambito del progetto Discovery, a causa dell’esaurimento del carburante.

Lanciato il 6 Marzo del 2009, lo scopo del Kepler è stato quello di scoprire quanto più possibile sui sistemi planetari ed esopianeti esistenti in una determinata porzione della via Lattea; inizialmente la durata stimata della missione si attestava sui quattro anni circa, ma la vastità di informazioni fornite dal telescopio ha fatto sì che venisse prorogata di quasi altri cinque.
Il FOV (field of view) di Kepler era settato fra la costellazione del Cigno e della Lira:

Since transits only last a fraction of a day, all the stars must be monitored continuously, that is, their brightnesses must be measured at least once every few hours. The ability to continuously view the stars being monitored dictates that the (FOV) must never be blocked at any time during the year. Therefore, to avoid the Sun the FOV must be out of the ecliptic plane. The secondary requirement is that the FOV have the largest possible number of stars. This leads to the selection of a region in the Cygnus and Lyra constellations of our Galaxy as shown.

Nel corso della sua vita spaziale, Kepler ha portato alla scoperta di 2327 esopianeti, compreso Kepler-438-b, l’esopianeta confermato con l’ESI, Earth Similarity Index, più alto fino ad ora, pari a 0.88 (Da non confondere con la CHZ, la circumstellar habitable zone), ma sopratutto ha collezionato dati e informazioni che, si stima, forniranno materiale di studio per almeno un decennio a seguire.

La NASA, come sempre, ha messo a disposizione un bellissimo sito sulla missione Kepler, ricco di dati, video e immagini, a questo indirizzo: NASA KEPLER MISSION

Qui invece è presente un archivio di tutti gli esopianeti attualmente noti NASA EXOPLANETS ARCHIVE.

Kepler continuerà ad orbitare, ormai spento, vicino alla terrestre per almeno altri cento anni.
La NASA assicura che la distanza fra il nostro pianeta e il telescopio (pari a più di quattro volte la distanza Terra – Luna) non è causa di allarme o preoccupazione.

Qua una video spiegazione su cosa accadrà a Kepler ora: What will happen to NASA’s Kepler spacecraft?

Farewell, Kepler.

Quartz’s first news app for iPhone

Quartz’s first news app for iPhone

It’s an ongoing conversation about the news, sort of like texting: We’ll send you messages, photos, GIFs, and links, and you can tap to respond when you’re interested in learning more about a topic. Each session lasts just a few minutes, so it’s perfect for the train, elevator, grocery store line, or wherever you have a spare moment to catch up on the news.

This so cool.

The app’s interface may resemble an automated assistant, but here’s the secret about our little news bot: It’s actually written by humans! Smart journalists who want to keep you informed and entertained. We’ve assembled a global group of Quartz writers and editors, led by Adam Pasick, to give the app its voice.
Our intent is to take a similar approach to other platforms where this kind of media could live. This is a big and broad endeavor for Quartz as we experiment with new formats. Internally, we refer to the project as Jasper, which is a form of the mineral quartz.

Facebook is testing multiple, interest-based news feeds

Facebook is testing multiple, interest-based news feeds

“People have told us they’d like new options to see and have conversations about more stories on Facebook around specific topics they’re interested in,” a Facebook spokesperson told The Verge. “So we are testing feeds for people to view different stories from people and Pages based on topic areas.”

This could be very interesting, if the sources for each topic are diverse enough. Otherwise, we fear that it could easily replicate Facebook own flaw: giving the user information and status updates from people that already think like her.