Addio e grazie per tutto il pesce, Kepler

Il 30 Ottobre 2018 la NASA ha rilasciato il comunicato ufficiale che conferma il termine della missione del telescopio spaziale Kepler, nell’ambito del progetto Discovery, a causa dell’esaurimento del carburante.

Lanciato il 6 Marzo del 2009, lo scopo del Kepler è stato quello di scoprire quanto più possibile sui sistemi planetari ed esopianeti esistenti in una determinata porzione della via Lattea; inizialmente la durata stimata della missione si attestava sui quattro anni circa, ma la vastità di informazioni fornite dal telescopio ha fatto sì che venisse prorogata di quasi altri cinque.
Il FOV (field of view) di Kepler era settato fra la costellazione del Cigno e della Lira:

Since transits only last a fraction of a day, all the stars must be monitored continuously, that is, their brightnesses must be measured at least once every few hours. The ability to continuously view the stars being monitored dictates that the (FOV) must never be blocked at any time during the year. Therefore, to avoid the Sun the FOV must be out of the ecliptic plane. The secondary requirement is that the FOV have the largest possible number of stars. This leads to the selection of a region in the Cygnus and Lyra constellations of our Galaxy as shown.

Nel corso della sua vita spaziale, Kepler ha portato alla scoperta di 2327 esopianeti, compreso Kepler-438-b, l’esopianeta confermato con l’ESI, Earth Similarity Index, più alto fino ad ora, pari a 0.88 (Da non confondere con la CHZ, la circumstellar habitable zone), ma sopratutto ha collezionato dati e informazioni che, si stima, forniranno materiale di studio per almeno un decennio a seguire.

La NASA, come sempre, ha messo a disposizione un bellissimo sito sulla missione Kepler, ricco di dati, video e immagini, a questo indirizzo: NASA KEPLER MISSION

Qui invece è presente un archivio di tutti gli esopianeti attualmente noti NASA EXOPLANETS ARCHIVE.

Kepler continuerà ad orbitare, ormai spento, vicino alla terrestre per almeno altri cento anni.
La NASA assicura che la distanza fra il nostro pianeta e il telescopio (pari a più di quattro volte la distanza Terra – Luna) non è causa di allarme o preoccupazione.

Qua una video spiegazione su cosa accadrà a Kepler ora: What will happen to NASA’s Kepler spacecraft?

Farewell, Kepler.

The code that took America to the moon was just published to GitHub, and it’s like a 1960s time capsule

The code that took America to the moon was just published to GitHub, and it’s like a 1960s time capsule

When programmers at the MIT Instrumentation Laboratory set out to develop the flight software for the Apollo 11 space program in the mid-1960s, the necessary technology did not exist. They had to invent it.
They came up with a new way to store computer programs, called “rope memory,” and created a special version of the assembly programming language. Assembly itself is obscure to many of today’s programmers—it’s very difficult to read, intended to be easily understood by computers, not humans. For the Apollo Guidance Computer (AGC), MIT programmers wrote thousands of lines of that esoteric code.

All this code is now on GitHub. Feel free to comment and suggest changes.