Il Parlamento Inglese ha ottenuto dei documenti su Facebook in una maniera rocambolesca

Mark Zuckerberg sta ancora tergiversando sulle risposte da dare al governo inglese in merito allo scandalo Cambridge Analytica.

Il Governo della Regina, però, non è tanto disposto a farsi ignorare. Per questa ragione, ha fermato un dirigente di una compagnia di software americana – la Six4Three – che si trovava sul suolo britannico e l’ha costretto a consegnare il suo computer in cui sarebbero presumibilmente contenute email e documenti confidenziali scambiati con la dirigenza di Facebook e con Zuckerberg stesso.

Questi documenti, sempre secondo le fonti investigative del governo, conterrebbero informazioni su cosa effettivamente sapesse Facebook a proposito della diffusione e dell’utilizzo dei dati degli utenti.

Tutto il contenuto, stando a quanto riferito da Facebook, è comunque coperto da un ordine restrittivo e non potrebbe essere né esaminato né diffuso dal Comitato che ne ha richiesto il sequestro.

Stiamo a vedere cosa faranno la Regina o al limite Wikileaks.

This is an unprecedented move but it’s an unprecedented situation. [Link]

C’era ancora gente che usava Google+

Google ha annunciato che chiuderà Google+, il suo tentativo di social network. Un tentativo che non ha mai davvero preso piede, nemmeno in confronto a Twitter (quantomeno, non a livello di mind share).

La notizia più importante però non riesco a decidere se è questa della chiusura, oppure il fatto che per anni un errore delle API ha permesso un caso simile a quello di Cambridge Analytica: se un utente garantiva l’accesso ad un’app di terze parti, gli sviluppatori dell’app potevano accedere non solo ai suoi dati privati, ma anche a quelli dei suoi amici.

Le informazioni includono nome, indirizzi, genere sessuale, lavoro ed età, anche quando le impostazioni sostenevano fossero riservate.

E cos’ha pensato ben di fare, Google? Nascondere il tutto sotto il tappeto, per paura di finire sotto i riflettori come Facebook (la scoperta e la chiusura del bug erano coevi allo scoppio del caso di Cambridge Analytica), oppure chiamati a testimoniare di fronte al Congresso statunitense. Poi ha comunicato che avrebbe chiuso l’accesso da parte degli utenti privati a Google+, non appena il Wall Street Journal ha pubblicato una storia su questa falla di sicurezza e sul tentativo di insabbiarla.

Disclosure will likely result “in us coming into the spotlight alongside or even instead of Facebook despite having stayed under the radar throughout the Cambridge Analytica scandal”, Google policy and legal officials wrote in a memo obtained by the Journal. It “almost guarantees Sundar will testify before Congress”, the memo said, referring to the company’s CEO, Sundar Pichai. The disclosure would also invite “immediate regulatory interest”. [link]