Precogs in the UK

Avete presente il racconto The Minority Report di Philip K. Dick – quello, per intenderci, in cui i precog, esseri dotati di preveggenza, vengono usati dalla Precrimine per arrestare i criminali prima ancora che compiano il misfatto per cui vengono arrestati? (Quello, sempre per intenderci, da cui è stato tratto il quasi omonimo film di Spielberg.) Beh, la polizia del West Midlands, per ovviare ai recenti tagli dei fondi destinati alle forze dell’ordine e per ottimizzare di conseguenza le prestazioni, ha avviato un progetto (il National Data Analytics Solution) che, combinando intelligenza artificiale, statistica, e una ingentissima banca dati, ha come scopo quello di prevedere, come nel racconto di Dick, chi è ad alto rischio di commettere crimini violenti, per poter poi usare misure preventive. Non pochi i dubbi sull’eticità del progetto.

Falsi profondi

Grazie all’intelligenza artificiale, diventa sempre più facile creare video allo stesso tempo estremamente realistici ed estremamente falsi: si veda, ad esempio, questo discorso di “Obama”. Le conseguenze del deepfake – crasi tra deep learning e fake – sono potenzialmente catastrofiche, dato l’alto coefficiente di possibile manipolazione dell’informazione. Per capire il livello di urgenza e importanza della questione, si pensi che il DARPA, l’agenzia governative del Dipartimento della Difesa degli USA incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie a scopo militare, ha appena stanziato ben 68 milioni di dollari al solo scopo di creare tecnologie in grado di smascherare i deepfake. E sempre per rimanere in tema, in Cina, l’agenzia di stampa Xinhua, in collaborazione con il motore di ricerca cinese Sogou, ha presentato da poco i suoi nuovi anchormen, intelligenze artificiali dalle sembianze modellate su veri e propri presentatori, in grado di leggere in maniera realistica (ma completamente acritica) testi di ogni genere, sia in inglese che in mandarino. Come dire, caveat spectator.

Per approfondire,
https://www.technologyreview.com/s/611810/fake-america-great-again/
https://www.youtube.com/watch?v=qc5P2bvfl44

Si parla seriamente di vita eterna digitale

Se n’è già parlato, qui su NRS, e ancora non mi sono fatto un’idea precisa. Credo fermamente che quello che definisce l’essere umano sia la sua mortalità, pertanto rimango molto scettico di notizie come quella riguardante Augmented Eternity, un’azienda che sta cercando di digitalizzare l’essenza di imprenditori perché possa essere un avatar cui chiedere consiglio in qualsiasi momento.

He says Augmented Eternity will take a step toward accommodating various personalities by tailoring the conversation according to context and letting users control what data is accessible to whom. So someday his daughter might consult with his digital family persona, while a former student could ask questions of his academic persona. He sees it as one way of leaving a legacy—a way to keep contributing to society instead of fading to black. [link]

Ti fideresti di un’azienda che si chiama DeepMind?

Io no. DeepMind fornisce soluzioni software per alcuni ospedali inglesi, con diversi prodotti tra cui un’app che si chiama Streams. Streams doveva servire per allertare i medici degli ospedali ma alla fine della fiera ha raccolto i dati sanitari di più di un milione e mezzo di pazienti, senza avvertirli.

Ora Google sta comprando DeepMind.

“Our vision is for Streams to now become an AI-powered assistant for nurses and doctors everywhere – combining the best algorithms with intuitive design, all backed up by rigorous evidence. [link]

E il tutto nonostante DeepMind in passato avesse promesso più volte che non avrebbe mai offerto i dati sanitari dei propri utenti a Google: l’avvocatessa Julia Powles l’ha toccata piano, su Twitter, definendola «a trust demolition».

DeepMind ha risposto sostenendo che continuerà a utilizzare le linee guida del servizio sanitario nazionale inglese.

Il New York Tmes ha chiesto a Google di digitalizzare il suo archivio fotografico

Google sta digitalizzando l’immenso archivio fotografico conservato nei sotterranei del New York Times: ogni foto scansionata viene analizzata dall’intelligenza artificiale di Google, per legare a ciascuna i relativi metadati.

That’s why the company has hired Google, which will use its machine vision smarts to not only scan the hand- and type-written notes attached to each image, but categorize the semantic information they contain (linking data like locations and dates). Google says the Times will also be able to use its object recognition tools to extract even more information from the photos, making them easier to catalog and resurface for future use. [link]

Sfortunatamente, la digitalizzazione è solo per uso interno del giornale. Google è intervenuta anche sull’archivio fotografico di Life: quello è aperto al pubblico.

Google Translate e le profezie cupe

L’articolo è di più di dieci giorni fa, quindi speriamo che la situazione sia stata risolta. Ma per un po’ Google Translate offriva delle traduzioni bislacche, per usare un eufemismo:

Type the word “dog” into Google Translate 19 times, request that the nonsensical message be flipped from Maori into English, and out pops what appears to be a garbled religious prophecy.

“Doomsday Clock is three minutes at twelve,” it reads. “We are experiencing characters and a dramatic developments in the world, which indicate that we are increasingly approaching the end times and Jesus’ return.” [link]

Non si tratta di qualche entità celeste che cerca di avvertirci, però: semplicemente, il sistema ha fatto confusione.

Parla, memoria

Un pezzo affascinante, commovente e pazzesco, su The Verge di un po’ di tempo fa. Il sottotitolo forse spoilera un po’, ma vale la pena leggere tutto il pezzo: When her best friend died, she rebuilt him using artificial intelligence.

Per citare Mazurenko:

“There had to be a reevaluation of death and sorrow, and there needed to be new traditions.”

E se avesse ragione? Se tutta questa tecnologia, tutte queste innovazioni che ci capitano addosso cambieranno il modo in cui pensiamo e ragioniamo sul dolore, la perdita, la morte? Non userei mai, credo, un bot simile, se avesse la coscienza di un mio amico o di un parente. Ma vengo da un mondo diverso, in un certo senso, con diverse opinioni della morte. Che ne penseranno le persone che nascono tra dieci anni?

The AI revolution will be led by toasters, not droids

La strada per l’addestramento delle intelligenze artificiali passa per il riuscire a far elaborare delle ricette corrette.

Gli attuali algoritmi utilizzano ancora generalizzazioni e semplificazioni che non permettono di ottimizzare ma semplicemente di tagliare e cucire dei “compiti” predeterminati che di fatto abbassano la loro resa.

Think of a toaster-sized appliance: it’s easy to build in a couple of slots and some heating coils so it can toast bread. But that leaves little room for anything else. If you try to also add rice-steaming and ice-cream-making functionality, then you’ll have to give up one of the bread slots at least, and it probably won’t be good at anything. [link]

Google dice di no al Pentagono

Leaked Emails Show Google Expected Lucrative Military Drone AI Work to Grow Exponentially

Dopo la rivelazione del fatto che Google stesse lavorando con il Pentagono per fornire ai droni i suoi moduli di AI, alcuni impiegati hanno rassegnato le dimissioni e altri hanno creato una petizione chiedendo che il contratto venisse dismesso.

Oltre che per il malcontento, subodorando la pubblicità negativa per l’azienda e per Cloud AI (un progetto su cui Google sta investendo tantissimo) l’azienda ha deciso di tirarsi fuori.

“I don’t know what would happen if the media starts picking up a theme that Google is secretly building AI weapons or AI technologies to enable weapons for the Defense industry,” she continued. “Google Cloud has been building our theme on Democratizing AI in 2017, and Diane and I have been talking about Humanistic AI for enterprise. I’d be super careful to protect these very positive images.”

Duplex, sarà vero?

Probabilmente sì: probabilmente Google riuscirà a creare un’intelligenza artificiale talmente sofisticata da riuscire a prenotare appuntamenti dal parrucchiere per noi: ma quello che ha mostrato la scorsa settimana alla sua developer conference non sembra quel prodotto. Non ancora.

Ottimo breve articolo di Axios. (Su questa cosa di Google e Duplex stiamo raccogliendo diversi link per un pezzo più elaborato, peraltro.)

Google Has Finally Killed the CAPTCHA

Google Has Finally Killed the CAPTCHA

CAPTCHA’s are an irritating but necessary evil. The system that is used to verify whether or not a user is human has been around a while and it had to evolve because machines were getting better at reading the text than humans. With its latest iteration, Google says you’ll no longer have to input anything at all.

Hm.

Quora Session with Yann LeCun

Session with Yann LeCun

LeCun is Director of AI Research at Facebook and Professor at NYU. Very interesting stuff. (It’s also the first time we saw Quora used like an AMA session, our bad.)