Trump signs controversial FOSTA-SESTA bill into law

Trump signs controversial FOSTA-SESTA bill into law

Giovedì scorso il Presidente Trump ha firmato il progetto di legge conosciuto come SESTA-FOSTA (abbreviazione di Stop Enabling Sex Traffickers Act and Allow States and Victims to Fight Online Sex Trafficking Act).

In breve, viene introdotta la responsabilità penale per tutte le piattaforme web che ospitano contenuti che favoriscono, assistono o supportano le attività di prostituzione.

Per evitare problemi, Craigslist ha addirittura eliminato la sezione di annunci personali prima ancora che la legge fosse approvata.

Oltre a importanti conseguenze per la privacy e per la censura che potrebbero operare delle piattaforme sui propri contenuti, c’è anche l’aspetto della compromissione della sicurezza dei sex-worker che utilizzano quei siti web e che potrebbero ricorrere a mezzi meno adatti per continuare a esercitare.

Beyond Cambridge Analytica

Beyond Cambridge Analytica

Una società italiana, la Area, ha venduto un software per monitoraggio del traffico in Rete al regime siriano di Bashar Al-Assad.

Ora pubblicizza uno spyware che consente il monitoraggio e la manipolazione delle informazioni sui social media.

The Scientific Paper Is Obsolete

The Scientific Paper Is Obsolete

I paper scientifici risultano uno strumento poco al passo con i tempi per quanto riguarda la diffusione di ricerca e scoperte scientifiche.

Forse potrebbe essere ora di trovare altri modi per rendere quanto più esplicativi possibile i documenti scientifici.

Software is a dynamic medium; paper isn’t.

La guerra tra Cannes e Netflix

Il festival di cinema di Cannes pretende che i film in concorso siano stati al cinema, inteso come luogo dove si vedono i film, per un periodo di tempo ben definito; comunque questi film possono comparire in home video o sui servizi di streaming dopo tre anni dall’uscita nelle sale. Netflix ovviamente di fronte a limitazioni come queste si sente minacciata nel senso stesso della sua esistenza: ha ritirato tutti i film, in concorso o fuori concorso, da Cannes.

What’s at stake is the idea of what a “film” really is—if it matters where or when you see it—and whether the movie industry will broaden its thinking as Netflix wants, or start to put stricter definitions in place.

La questione è complicata. Sono abbonato a Netflix dal primo giorno in cui è arrivato in Italia, ed è la spesa mensile che mi soddisfa di più. Da tanti anni sono convinto che il cinema sia una forma di racconto come un’altra, e sono più interessato al cosa e come di una storia, che non il dove. Non mi metto neanche a discutere che Lawrence d’Arabia a 70 millimetri sia più godibile su uno schermo adatto rispetto a un iPad: perché è vero. Però con l’arrivo sul mercato di telefoni, tablet, computer e televisioni con schermi sempre migliori non me la sento di dire che l’esperienza di godimento maggiore di un film sia esclusivamente la sala cinematografica: anche perché le sale che ti permettono di vedere film in 70 millimetri sono davvero poche. Sono poche, tutto sommato, anche quelle con impianti buoni: qui a Milano lo Space Cinema ha delle sale liberty meravigliose da osservare, con schermi orrendi e impianti audio sparati a mille che rovinano la visione di qualsiasi film. Piuttosto me lo guardo a casa.

Una volta da qualche parte ho letto (o sentito? era un podcast, forse?) che non ci si può aspettare da qualcuno che lavora in un settore che sta venendo spazzato via un’idea vincente per innovare le cose: verranno sempre da persone al di fuori di quel settore, quelle idee, perché non si devono fare carico della storia e dei processi interni a quel settore. Se sono abituato a un processo ‘antico’ per guadagnare il mio stipendio, difficilmente sarò disposto a scardinare tutto pur di sopravvivere. Preferisco che sia il mondo a rallentare.

Ma allo stesso modo non è pensabile che i nuovi arrivati abbiano rispetto per chi c’era. Un po’ perché storicamente non è mai successo, che io sappia. E poi perché alla fine della fiera è una lotta per la sopravvivenza, in più di un senso. Netflix non può farsi carico della situazione delle sale cinematografiche francesi, per dirne una, perché non è il suo mestiere. Il suo mestiere è arrivare nelle case di tutti noi e inchiodarci al pagamento continuativo con un catalogo di vecchi film e programmi televisivi e un buon mix di novità fatte-in-casa. Il passaggio per i festival è secondario, per dare lustro ai suoi stessi film: ma non è fondamentale.

Però è vero che la chiusura delle sale cinematografiche è una pessima cosa: qualsiasi luogo di aggregazione culturale è sacro, e la sua chiusura un fatto da evitare. A Venezia nel corso dei decenni han chiuso decine di sale cinematografiche, per via del progressivo svuotamento della città. Non è una metafora: è quello che è successo davvero. Netflix ha aggiunto nell’ultimo trimestre più di 7 milioni di iscritti, superando le previsioni: non voglio neanche andare a cercare le statistiche relative alla chiusura delle sale, in Italia, in Europa e nel mondo.

Forse una via di mezzo potrebbe essere la più sensata: aspettare tre anni per vedere a casa un film che sta al cinema è davvero eccessivo, ma tre mesi? Un mese?

Le scuse di internet

Le scuse di internet

Lungo, complicato, interessantissimo articolo in cui un gruppo di tecnologi (da Ellen Pao a Richard Stallman passando per un pionere della realtà virtuale a chi ha lavorato agli albori di Uber o Google) chiedono… be’, chiedono scusa per come sono andate le cose. Ci sono un sacco di cose qui dentro, e ti consiglio di leggerlo tutto.

To keep the internet free — while becoming richer, faster, than anyone in history — the technological elite needed something to attract billions of users to the ads they were selling. And that something, it turns out, was outrage. As Jaron Lanier, a pioneer in virtual reality, points out, anger is the emotion most effective at driving “engagement” — which also makes it, in a market for attention, the most profitable one. By creating a self-perpetuating loop of shock and recrimination, social media further polarized what had already seemed, during the Obama years, an impossibly and irredeemably polarized country.

Shimenawa

Shimenawa

Il racconto di questa settimana, scritto da Naoko Kumagai e tradotto da Elisa Sottana.

How Reading Increases Your Emotional Intelligence & Brain Function: The Findings of Recent Scientific Studies

How Reading Increases Your Emotional Intelligence & Brain Function: The Findings of Recent Scientific Studies

So long per tutti quelli che mi prendevano per il culo quand’ero ragazzo.

Is reading essential for the survival of the species? Perhaps not. “Humans have been reading and writing for only about 5000 years—too short for major evolutionary changes,” writes Greg Miller in Science. We got by well enough for tens of thousands of years before written language. But neuroscientists theorize that reading “rewires” areas of the brain responsible for both vision and spoken language. Even adults who learn to read late in life can experience these effects, increasing “functional connectivity with the visual cortex,” some researchers have found, which may be “the brain’s way of filtering and fine-tuning the flood of visual information that calls for our attention” in the modern world.

Palantir, Cambridge Analytica, Facebook

Palantir, Cambridge Analytica, Facebook

It was a Palantir employee in London, working closely with the data scientists building Cambridge’s psychological profiling technology, who suggested the scientists create their own app — a mobile-phone-based personality quiz — to gain access to Facebook users’ friend networks, according to documents obtained by The New York Times.

Qui a No Rocket Science non abbiamo tanta passione per Peter Thiel, come si ricorderanno i lettori più affezionati. Onestamente però non stupisce che un dipendente della sua società abbia dato l’idea a Cambridge Analytica di usare delle ingenuità1Ingenuità un cazzo, ma lasciamo perdere. nella struttura di Facebook, né convince la smentita secondo la quale è stata un’iniziativa personale e che loro non c’entran niente:

“There were senior Palantir employees that were also working on the Facebook data,” said Christopher Wylie, a data expert and Cambridge Analytica co-founder, in testimony before British lawmakers on Tuesday.

la privacy che interessa a Facebook

La privacy che interessa a Facebook

La propria, a giudicare da un articolo del New York Times.

Facebook employees said on Friday that discussions were raging across the company regarding the merits of the post. Some called for executives to aggressively pursue action against those leaking to the media, said two Facebook employees, as well as for the company to do more to screen for potential whistle-blowers during the hiring process.

Io sono più che favorevole alla segretezza per evitare che i tuoi concorrenti copino le tue idee, per esempio. Ma se succede qualcosa di brutto, be’, quel tipo di segretezza non ha senso. Non deve esistere.

Alexa, cosa puoi sentire? E cosa ci farai, con quello che senti?

Alexa, cosa puoi sentire? E cosa ci farai, con quello che senti?

Gli assistenti virtuali delle grandi aziende di internet, specialmente quelli chiusi in scatolotti come l’Amazon Echo o il Google Home, sono molto comodi. Ma come già abbiamo visto, ci sono notevoli ripercussioni per la nostra privacy.

In one set of patent applications, Amazon describes how a “voice sniffer algorithm” could be used on an array of devices, like tablets and e-book readers, to analyze audio almost in real time when it hears words like “love,” bought” or “dislike.” A diagram included with the application illustrated how a phone call between two friends could result in one receiving an offer for the San Diego Zoo and the other seeing an ad for a Wine of the Month Club membership.

What the F*** Was Facebook Thinking?

What the F*** Was Facebook Thinking?

Serve tradurre?

There’s a very good reason that Facebook is the fastest growing advertising business in the world. It’s because it has the largest, most detailed and most granular user data on the planet. It’s also incredibly personal, and will reveal a lot about your life to anyone who has access to it. And yet all the way up until April 2015, Facebook was giving all that data away to its developers that were using the Graph API.

Grindr Is Letting Other Companies See User HIV Status And Location Data

Grindr Is Letting Other Companies See User HIV Status And Location Data

Grindr è un’app per incontri dedicata agli omosessuali. Tra le varie funzioni e opzioni dei profili, si può impostare anche lo stato di salute e i risultati dell’ultimo test HIV. Queste e altre informazioni sono state condivise con società terze che si occupano di ottimizzare le app. Anche fosse scritto da qualche parte nei termini di servizio e nelle privacy policy di Grindr, mi pare una cosa poco saggia.

I profili coinvolti nel caso Cambridge Analytica sono un po’ più di 50 milioni

I profili coinvolti nel caso Cambridge Analytica sono un po’ più di 50 milioni

Facebook ha annunciato che i profili coinvolti sono quasi il doppio. In più, Zuckerberg ha ammesso che prima o poi tutti gli utenti del servizio hanno avuto il profilo scandagliato da qualche app di terze parti, che ha acquisito quanti più dati possibile su di loro:

Facebook said Wednesday that “malicious actors” took advantage of search tools on its platform, making it possible for them to discover the identities and collect information on most of its 2 billion users worldwide.

The revelation came amid rising acknowledgement by Facebook about its struggles to control the data it gathers on users. Among the announcements Wednesday was that Cambridge Analytica, a political consultancy hired by President Trump and other Republicans, had improperly gathered detailed Facebook information on 87 million people, of whom 71 million were Americans.

Breve storia dei film girati con degli smartphone

Breve storia dei film girati con degli smartphone

Lenti e software presenti nei moderni telefonini (specialmente quelli di Apple) hanno una qualità talmente elevata da permettere le riprese di un film. Non è una novità, per noi, ma questo articolo fa un po’ il punto.

Tangerine wasn’t just noted for its terrific casting or engaging story, it was a marvel of filmmaking. Baker and co-DP Radium Cheung shot the feature using multiple iPhone 5s and anamorphic adapters to get a look for the indie film that was never seen before. Given the size of the camera, they could get into tighter areas and achieve shots that would’ve been impossible with traditional camera gear. It wasn’t just because Baker wanted to shoot with an iPhone, it was because the budget of the film called for a unique solution. That budget restraint signified a grand change for filmmakers everywhere.