Smantellato un giro di supporto fraudolento per Windows

by Matteo Scandolin

Più di 50 persone arrestate a Delhi, accusate di partecipare a un giro di supporto telefonico fraudolento, che ha fruttato intorno al miliardo e mezzo di dollari millantando problemi ai PC delle vittime, ignare.

Typically, said Microsoft, attempts to trick people revolved around pop-up warnings that falsely claimed that a person’s computer was infected with a virus.

Fixing the non-existent virus could involve ringing a tech support centre. An operator would talk a victim through a fake fix and then charge them for the work. [link]

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I dati di 100 milioni di utenti Quora sono stati compromessi

by Matteo Scandolin

100 milioni di utenti, manco poco. Se hai un account Quora, come minimo cambia la password. Non si sa ancora cos’è successo, stanno ancora indaando.

For approximately 100 million Quora users, the following information may have been compromised:

  • Account information, e.g. name, email address, encrypted (hashed) password, data imported from linked networks when authorized by users
  • Public content and actions, e.g. questions, answers, comments, upvotes
  • Non-public content and actions, e.g. answer requests, downvotes, direct messages (note that a low percentage of Quora users have sent or received such messages)

[link]

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Falsi profondi

by Francesca Balestrieri

Grazie all’intelligenza artificiale, diventa sempre più facile creare video allo stesso tempo estremamente realistici ed estremamente falsi: si veda, ad esempio, questo discorso di “Obama”. Le conseguenze del deepfake – crasi tra deep learning e fake – sono potenzialmente catastrofiche, dato l’alto coefficiente di possibile manipolazione dell’informazione. Per capire il livello di urgenza e importanza della questione, si pensi che il DARPA, l’agenzia governative del Dipartimento della Difesa degli USA incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie a scopo militare, ha appena stanziato ben 68 milioni di dollari al solo scopo di creare tecnologie in grado di smascherare i deepfake. E sempre per rimanere in tema, in Cina, l’agenzia di stampa Xinhua, in collaborazione con il motore di ricerca cinese Sogou, ha presentato da poco i suoi nuovi anchormen, intelligenze artificiali dalle sembianze modellate su veri e propri presentatori, in grado di leggere in maniera realistica (ma completamente acritica) testi di ogni genere, sia in inglese che in mandarino. Come dire, caveat spectator.

Per approfondire,
https://www.technologyreview.com/s/611810/fake-america-great-again/
https://www.youtube.com/watch?v=qc5P2bvfl44

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La lettera dei lavoratori di Google contro il progetto “Dragonfly”.

by Stefania S.

 

 

Lo scorso settembre è stata resa nota l’esistenza del “Project dragonfly” di Google per la Cina, ovvero un prototipo di motore di ricerca in grado di tracciare le informazioni sensibili degli utilizzatori e i loro recapiti personali, oltre che permettere una censura accurata di tutti i temi non graditi al regime, nell’ottica di un rientro del colosso in terra cinese.

Il 27 Novembre 2018 i dipendenti Google hanno pubblicato una lettera su Medium nella quale criticano la compagnia e chiedano che venga fatto un passo indietro e che il progetto venga soppresso.

 

Our opposition to Dragonfly is not about China: we object to technologies that aid the powerful in oppressing the vulnerable, wherever they may be. The Chinese government certainly isn’t alone in its readiness to stifle freedom of expression, and to use surveillance to repress dissent. Dragonfly in China would establish a dangerous precedent at a volatile political moment, one that would make it harder for Google to deny other countries similar concessions. […]

Dragonfly would also enable censorship and government-directed disinformation, and destabilize the ground truth on which popular deliberation and dissent rely. Given the Chinese government’s reported suppression of dissident voices, such controls would likely be used to silence marginalized people, and favor information that promotes government interests.

 

Una lettera simile era già circolata mesi fa, ma a differenza di allora stavolta sono allegati (e in continuo aggiornamento) tutti i nomi dei firmatari.

Su Medium l’appello dei dipendenti Google: We are Google employees. Google must drop Dragonfly.

Per saperne di più sul progetto:

Whistleblower reveals Google’s plans for censored search in China

Project Dragonfly (wikipedia EN)

 

 

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Il Fax è ancora vivo?

by Carmine Bussone

Credo fosse intorno al 2004.

Il mio professore di Reti di Calcolatori ci disse che il Fax era stata una delle invenzioni che più avevano cambiato la vita delle persone e che difficilmente sarebbe scomparsa di lì a pochi anni.

Quell’affermazione, nell’epoca in cui Internet stava iniziando ad entrare sempre di più nelle nostre esistenze, ci fece un po’ sorridere e ci sembrava destinata ad affievolire la sua validità.

Quest’articolo di The Atlantic (nel quale è segnalato questo libro) ci dimostra come il professore avrà ragione ancora per un po’.

That habit dies hard. [Link]

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Amazon avrebbe fatto una strana richiesta alla polizia spagnola.

by Carmine Bussone

La notizia è in fase di verifica ed è stata smentita da Amazon (“…the worst kind of misinformation” sarebbe stata definita nella nota).

È comunque un’ulteriore occasione per portare all’attenzione quello che accade in alcuni stabilimenti Amazon, specialmente in Italia, Germania e – appunto – Spagna.

Durante uno degli scioperi previsti nel periodo del Black Friday, per protesta contro le condizioni di lavoro degli operai, la dirigenza di Amazon avrebbe chiesto alla Polizia Spagnola di far rientrare gli impiegati e sorvegliare il loro lavoro.

Le polemiche sul trattamento a dir poco inumano degli impiegati nei magazzini Amazon europei sono note, si va dalle modalità di lavoro allo sfruttamento fisico.

Sempre stando all’articolo di El Confidential, la Polizia avrebbe negato quest’azione e avrebbe solamente fatto in modo da mantenere l’ordine durante la manifestazione e garantire il diritto di sciopero degli operai.

It is an awful place to work [Link 1; Link 2]

Giusto prima del Black Friday abbiamo pubblicato un articolo su questo argomento, corroborato dalla testimonianza di un ex manager di un centro logistico Amazon.

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Ecco a voi l’ingegneria genetica

by Matteo Scandolin

Ci stanno pensando in Cina: pare stiano lavorando a una tecnica di modifica dei geni degli embrioni perché nascano bambini più resistenti all’HIV, vaiolo, colera. Al momento la reazione di chi legge è ambivalente: magari!, da un lato, e un grugnito di preoccupazione dall’altro.

When Chinese researchers first edited the genes of a human embryo in a lab dish in 2015, it sparked global outcry and pleas from scientists not to make a baby using the technology, at least for the present.

It was the invention of a powerful gene-editing tool, CRISPR, which is cheap and easy to deploy, that made the birth of humans genetically modified in an in vitro fertilization (IVF) center a theoretical possibility. [link]

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Il Parlamento Inglese ha ottenuto dei documenti su Facebook in una maniera rocambolesca

by Carmine Bussone

Mark Zuckerberg sta ancora tergiversando sulle risposte da dare al governo inglese in merito allo scandalo Cambridge Analytica.

Il Governo della Regina, però, non è tanto disposto a farsi ignorare. Per questa ragione, ha fermato un dirigente di una compagnia di software americana – la Six4Three – che si trovava sul suolo britannico e l’ha costretto a consegnare il suo computer in cui sarebbero presumibilmente contenute email e documenti confidenziali scambiati con la dirigenza di Facebook e con Zuckerberg stesso.

Questi documenti, sempre secondo le fonti investigative del governo, conterrebbero informazioni su cosa effettivamente sapesse Facebook a proposito della diffusione e dell’utilizzo dei dati degli utenti.

Tutto il contenuto, stando a quanto riferito da Facebook, è comunque coperto da un ordine restrittivo e non potrebbe essere né esaminato né diffuso dal Comitato che ne ha richiesto il sequestro.

Stiamo a vedere cosa faranno la Regina o al limite Wikileaks.

This is an unprecedented move but it’s an unprecedented situation. [Link]

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Le app per monitorare il ciclo non sono pensate per le donne (ma và!)

by Stefania S.

Se non ne usufruite direttamente, è quasi certo che abbiate amiche, parenti, fidanzate, mogli ecc. ecc. che ne fanno uso: sono le app per monitorare il ciclo, sono tantissime, sono disponibili per praticamente ogni piattaforma e, chi l’avrebbe mai detto, non sono pensate per le donne.

Su Period-tracking apps are not for women, Kaitlyn Tyffany fa luce sul mondo sommerso che si cela dietro quelle che possono sembrare semplici strumenti per aiutare le donne.

The ways in which period-tracking or fertility-tracking apps are different reveal the ways most designers think of them: as products that provide information that’s not actually very serious or important medically, and that should exist mostly to convince a woman to spend as much time as possible looking at ads, while supplying the owner with as robust a data set as possible, so they can better target more ads.

 

 

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Com’è lavorare in un centro Amazon durante le vacanze

by Matteo Scandolin

Le vacanze, negli Stati Uniti, iniziano questa settimana, col Ringraziamento, il Black Friday, Cyber Monday e giù dritti fino all’inizio dell’anno nuovo. Moltissimi fanno acquisti su Amazon, durante questi giorni, me compreso: non solo per gli sconti inverosimili, ma anche perché la logistica di Amazon è effettivamente avanti anni luce e permette di ottenere in tempi rapidi quello che cerchi, avvicinandosi all’esperienza di acquisto di un bene digitale. (Lasciamo da parte i capricci: mi è successo in più di un’occasione che qualcosa mi servisse subito.)

Amazon ha sfruttato delle falle e piccole crepe nel sistema produttivo-distributivo che vigeva fino a qualche anno fa, arrivando a una situazione di dominio. Da questo punto di vista è un caso di successo incredibile. Il problema è che per sostenere questo dominio fa ricorso a pratiche che per usare un eufemismo possiamo definire incivili, basti pensare ai diversi report della vita all’interno dei centri di logistica. E non bastano gli account Twitter che passano il tempo a dire quanto lavorare in azienda equivalga a passare del tempo nel paradiso terrestre per migliorare la situazione dell’azienda.

Su Vox è uscita un’intervista a un manager di un centro logistico. Da legger tutta, qui sotto riporto solo uno dei primi paragrafi:

Were there a lot of US vets working at your facility?

Yes, it’s a pretty typical thing for Amazon. It’s easy for Amazon to hire us because they know vets are willing to shut up and cooperate. In my opinion, Amazon is preying on the work-life balance issue that the military has, and feeds off the rigid order the Army teaches. The military is known for being a bastion of sexism, but I had a worse experience at Amazon. It’s way more cutthroat. [link]

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Gli SWATter, presente?

by Matteo Scandolin

Son quei cretini che chiamano le forze di intervento rapido statunitensi (SWAT, come ci insegnano i film) e dicono loro d’intervenire a vuoto, millantando chissà che emergenza pericolosissima e invece mandandoli a sfondare le porte degli appartamenti di gente che non c’entra nulla. Solitamente sono utenti di qualche videogioco di massa online, à la Call of Duty per intenderci.

Tyler Barriss è uno di questi SWATter. Ha causato più di cento interventi inutili della SWAT. L’anno scorso li ha fatti intervenire presso un indirizzo dove pensava ci sarebbe stato un altro giocatore di Call of Duty, e a causa di quest’intervento è morto un uomo di nome Andrew Finch. Barriss rischia venti anni di carcere e, non contento, va su Twitter a minacciare altri interventi della SWAT per cose inutili.

U.S. District Judge Eric Melgren said he would give Barriss a 20-year sentence if he apologized to the Finch family. This may be a difficult proposition considering Barriss accessed the internet in April from jail, writing “I am an eGod” and threatening to SWAT again. [link]

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Non smettiamo di espanderci, come l’universo.

by Stefania S.

Due settimane fa abbiamo dato il benvenuto a Stefania, oggi rivestiamo gli abiti buoni per festeggiare anche l’arrivo di Francesca Balestrieri fra le fila della brigata NRS.

Perché a parlare di privacy e intelligenza artificiale e tutte quelle robe lì non solo si diventa molto sentimentali (cit.) , ma si diventa sempre di più, sempre insieme.

Welcome on board, Francesca!

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Facebook regalerà 4 milioni e mezzo di sterline per addestrare giovani giornalisti

by Matteo Scandolin

Con quei soldi il National Council for the Training of Journalists per i prossimi due anni potrà pagare giovani giornalisti nei quotidiani locali di tutto il Regno Unito. A me sa tanto di «Vedi che sosteniamo il giornalismo, non parlare più male di noi!», ma tant’è. Fa bene il National Council for the Training of Journalists a prendere quei soldi e usarli per questo motivo.

The social networking company will make the money available to subsidise the cost of trainee journalists based in newsrooms across Britain with the objective of providing “reporting from towns which have lost their local newspaper and beat reporters”. [link]

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Vuoi abbonarti a BuzzFeed per garantire un giornalismo di qualità?

by Matteo Scandolin

Ok, il titolo è un po’ troppo cattivo. Negli ultimi anni BuzzFeed ha affiancato alle cagate storiche (i quiz, le liste orrende) un giornalismo di effettiva qualità. Adesso si può anche sostenere il loro lavoro: 5 dollari al mese, oppure 100 all’anno (e ti regalano anche una borsa). L’abbonamento è libero: non è il preludio a un paywall.

However, in an email to the BuzzFeed team, Global News Director Lisa Tozzi said, “A membership program takes time to build, and we don’t expect it to be a huge portion of BuzzFeed’s revenue in 2019. That’s why we’re investing in it now and hope to see it contribute more to our work over time.” [link]

A latere: anche No Rocket Science è e sarà sempre gratuito, ma se vuoi sostenere il nostro lavoro bastano 2€ al mese, associandoti a INUTILE.

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Può l’automatic gender detection essere una minaccia all’identità dei singoli? (Spoiler: sì)

by Stefania S.
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L’AGR, automatic gender recognition (o AGD, automatic gender detection) fa parte dell’ampio sottogruppo di tecnologie di identificazione biometrica che negli ultimi anni ha riscosso un notevole interesse nella comunità scientifica, non solo per quanto concerne le sue possibilità di impiego nell’ambito delle HCI (human-computer interaction) o in quello della sicurezza, ma anche in quello medico e ultimamente anche nel marketing (chi l’avrebbe mai detto?).

Come sempre quando ci si trova davanti a simili tecnologie strettamente correlate al concetto di privacy e identità, è d’obbligo non ignorare alcune domande: quali sono i rischi e i confini etici nell’uso di simili tecnologie? A che punto è il dibattito attuale e soprattutto esiste un dibattito attuale?

Pare che fortunatamente qualcuno sia entrato ancora più nel merito: può l’AGR technology essere una minaccia per le persone gender-nonconforming?

Ne parlano nel un ricco (di collegamenti e spunti di riflessioni) articolo “Gender is personal – not computational”  Foad Hamidi, Morgan Scheuerman e Stacy Branham.

We interviewed 13 transgender and gender-nonconforming people […]They described how being misgendered by algorithms could potentially feel worse than if humans did it. Technology is often perceived or believed to be objective and unbiased, so being wrongly categorized by an algorithm would emphasize the misconception that a transgender identity is inauthentic. One participant described how they would feel hurt if a “million-dollar piece of software developed by however many people” decided that they are not who they themselves believe they are.

 

[…] As digital technologies develop and mature, they can lead to impressive innovations. But as humans direct that work, they should avoid amplifying human biases and prejudices that are negative and limiting. In the case of automatic gender recognition, we do not necessarily conclude that these algorithms should be abandoned. Rather, designers of these systems should be inclusive of, and sensitive to, the diversity and complexity of human identity”

 

Qua invece approfondimento sull’AGR correlato alle HCI: The Misgendering Machines: Trans/HCI Implications of Automatic Gender Recognition

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Si parla seriamente di vita eterna digitale

by Matteo Scandolin

Se n’è già parlato, qui su NRS, e ancora non mi sono fatto un’idea precisa. Credo fermamente che quello che definisce l’essere umano sia la sua mortalità, pertanto rimango molto scettico di notizie come quella riguardante Augmented Eternity, un’azienda che sta cercando di digitalizzare l’essenza di imprenditori perché possa essere un avatar cui chiedere consiglio in qualsiasi momento.

He says Augmented Eternity will take a step toward accommodating various personalities by tailoring the conversation according to context and letting users control what data is accessible to whom. So someday his daughter might consult with his digital family persona, while a former student could ask questions of his academic persona. He sees it as one way of leaving a legacy—a way to keep contributing to society instead of fading to black. [link]

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C’è un problema di Azure e molti utenti Office sono bloccati

by Matteo Scandolin

Uno dei vari prodotti di Microsoft è un sistema di sicurezza multilivello, che consente di tenere al sicuro i propri account utilizzando un ulteriore login attraverso Azure. Che oggi è nel pallone, e un mucchio di utenti di Office 365 sono impossibilitati a entrare nei propri account.

Microsoft’s cloud-based multi-factor authentication services went down across the globe early Monday morning, preventing users who are required to sign in using a second layer of authentication to their account, such as a text message, a push notification on their phone, or a hardware key. You hit the password page, and then you’re stuck — no code, no notification, nothing. [link]

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La pirateria su Nintendo Switch e le sue lotte interne

by Carmine Bussone

Il mondo della pirateria su Nintendo Switch non è fatto solo di gruppi che diffondono illegalmente i giochi per la piattaforma e che riescono a craccare i server della Nintendo o addirittura i loro totem demo.

Fra i pirati, infatti, ci sono vere e proprie schermaglie fatte di insulti, sabotaggio dei rispettivi codici, o addirittura doxxing (la pubblicazione in rete di informazioni personali).

“We mostly stay in the dark due to the legality of what we do,” he added. “By providing such leaks from the shadows […] we try to improve the rate of development.”[Link]

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Solid

by Matteo Scandolin

Un nuovo progetto di Tim Berners-Lee, con al centro – guarda un po’ la privacy.

Solid changes the current model where users have to hand over personal data to digital giants in exchange for perceived value. As we’ve all discovered, this hasn’t been in our best interests. Solid is how we evolve the web in order to restore balance — by giving every one of us complete control over data, personal or not, in a revolutionary way. [link]

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