Un nuovo inizio

Quante serie tv hanno avuto un titolo simile, quando cambiava qualcosa? Quanti fumetti hai letto in cui millantavano chissà quali cambiamenti, e poi dopo un mesetto si tornava al solito? Nei fumetti Marvel capita da almeno un decennio: e noi non vogliamo essere la Marvel.

Dopo qualche anno di rivista digitale, cambiamo pelle e diventiamo una newsletter: te la invieremo ogni due lunedì, per farti iniziare al meglio la settimana e darti qualche spunto per i discorsi coi colleghi alla macchina del caffè, oppure con gli amici in quelle fastidiosissime chat di gruppo. Quello che riceverai sarà un punto di vista diverso dagli altri, e le letture che ti suggeriremo saranno articoli, approfondimenti, che non sono ancora passati nel tuo radar.

Ma, ora che ci penso: i cambiamenti si possono misurare solo nel lungo periodo. Chissà, magari tra dieci anni l’universo Marvel a fumetti sarà arrivato a mete impensabili, oggi, magari anche grazie a quei piccoli capovolgimenti che durano un mese. Noi pure, contiamo di essere ancora qui: ma senza stravolgimenti, facendo un lavoro continuo di suggerimenti, di riflessioni, di presenza.

Iniziamo?


Per Google la privacy non è fondamentale: almeno così sembra da un lungo comunicato in cui hanno detto che, ehi, tutte le tecnologie che vanno a disturbare i tracker che invadono i siti che visitiamo tutti i giorni: quelle tecnologie lì sono controproducenti e dannose  per la nostra privacy. Come no.

I fondi di Jeffrey Epstein per diversi progetti del MIT: il donatore veniva reso anonimo per non aver problemi con il resto del consiglio direttivo dell’università.

Uber deve considerare i suoi autisti come dipendenti, con tutte le conseguenze del caso: così dice una nuova legge californiana. Uber risponde supercazzolando che quello che mette a disposizione è una piattaforma. Prima o poi si parlerà con cognizione di causa di queste cose anche in Italia.

Jonathan Franzen, autore del saggio uscito l’anno scorso La Fine della Fine della Terra, invitava qualche giorno fa a rassegnarsi all’avvento dell’apocalisse climatica e a prepararsi a sopravvivere piuttosto che a tentare di fare qualcosa per risolvere i problemi di oggi. La risposta degli scienziati ambientali è abbastanza diretta.


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