I giganteschi problemi di privacy di Alexa

A quanto pare c’è la possibilità che alcuni membri della squadra di Alexa riescano a risalire agli indirizzi di casa degli utenti di Alexa. Lo rivela a Bloomberg un dipendente di Amazon. Non si sta parlando, ovviamente, di una banalità come: Amazon conosce il tuo indirizzo di casa, che quello è abbastanza sensato: per utilizzare Amazon è indispensabile fornire loro i propri dati, sennò come possono consegnarti i prodotti che ordini?

After punching in a customer ID number, those workers, called annotators and verifiers, can see the home and work addresses and phone numbers customers entered into the Alexa app when they set up the device, the employee said. [link]

Si sta parlando di un accesso quasi sconsiderato a tutta una serie di informazioni personali e private che non dovrebbero passare di mano in mano senza essere mascherate, anonimizzate meglio ancora. Tutto sommato, è quello che prova a fare Apple con Siri sugli HomePod:

Apple seems to be trying to do this. Whenever you talk to Siri, those commands are encrypted before they’re sent to the company with a random Siri identifier attached. Your Siri identifier is not associated with your Apple ID, so there’s no way you can open up your privacy settings on an iPhone and see what you’ve been saying to Siri. Not all Siri functionality requires your device to send information to Apple’s servers, either, so that cuts down on exposure. [link]

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Facial recognition creeps up on a JetBlue passenger and she hates it

La tecnologia del riconoscimento facciale, che in alcuni aeroporti USA sta velocizzando le operazioni di imbarco, pone degli interrogativi leciti sul trattamento dei propri dati.

Sfortunatamente, le risposte riguardanti l’utilizzo dei suddetti dati, la privacy e la sicurezza non sono ancora chiare.

There’s nothing to worry about.

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I colori delle statue antiche

Sempre abituato a vedere le statue greche o romane senza alcun colore se non quello del materiale con cui è stata creata la statua stessa, sono rimasto scioccato a vedere quest’immagine, su Open Culture.

Poi mi son ricordato che effettivamente i vasi erano più che ornati. Probabilmente in qualche libro di storia, o di storia dell’arte, quest’informazione è passata ma chissà quando l’ho persa.

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Disney compra una società che gestisce (perlopiù) criptovalute

O meglio, compra NXC, una società che attraverso un’altra società sviluppa giochi online e che possiede Korbit e Bitstamp, due grandi piattaforme di scambio di criptovalute.

Se la Disney manterrà il controllo su queste due piattaforme non è ancora chiaro, ma c’è da dire che in passato aveva mostrato interesse per gli scambi in criptovalute avendo sponsorizzato Dragonchain, un’altra piattaforma open-source di scambio che non ebbe il successo sperato.

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Social media blocked in Sri Lanka following church and hotel bombings
A seguito degli attentati degli ultimi giorni, sta continuando il blocco dei social media e delle piattforme di IM nello Sri-Lanka.

Ad ora, siamo al terzo giorno di blocco dei principali provider.

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Le piattaforme di crowdfunding sono responsabili dei ritardi dei progetti che ospitano?

Un bell’articolo uscito su Verge.

Crowdfunded gadgets are sometimes delayed for months or years, and in some cases, they never ship at all. To address this, crowdfunding sites have been making changes designed to keep backers informed, support campaigns so they don’t end up failing, and ensure accountability if they do. The changes can protect backers from giving money to a project that never materializes. But in some cases, they also reshape the very idea of crowdfunding, taking away all of the risk from a concept that was built around it. [link]

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15 mesi d’inferno a Facebook

Una bella lettura pasquale. Qui lo ripetiamo da mo’: Facebook è la più famosa azienda tra la feccia della Silicon Valley. Difficile leggere un pezzo come questo e non esserne ancora più convinti.

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Amazon ascolta quello che dici al tuo Alexa

Ok, è un articolo di Bloomberg, e qui non ci fidiamo di Bloomberg come una volta. Ma è un articolo interessante e notevole, se vero: Amazon Echo raccoglie le frasi che sente e le manda ad Amazon perché vengano analizzate, scomposte e messe nel database di Alexa.

“You don’t necessarily think of another human listening to what you’re telling your smart speaker in the intimacy of your home,” said Florian Schaub, a professor at the University of Michigan who has researched privacy issues related to smart speakers. “I think we’ve been conditioned to the [assumption] that these machines are just doing magic machine learning. But the fact is there is still manual processing involved.” [link]

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Il governo cinese vuole vietare il mining di bitcoin

Il motivo non è ben chiaro. L’idea fa parte di una lista di settori che il governo cinese preferirebbe veder fiorire, irrobustirsi, o scomparire: il mining di bitcoin fa parte di quest’ultima categoria.

Certo, è un settore che fa decisamente male all’ambiente: ma essendo un’idea di un governo noto per la sua invadenza, ci possono essere diverse altre spiegazioni:

Another possible explanation for China’s recent moves: the government hopes to shift the Chinese public toward blockchain-based platforms more amenable to state control.

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Sonos + Ikea

by Matteo Scandolin

Un’accoppiata molto, molto interessante. Casse integrate in una lampada o in un ripiano da libreria, alle quali collegarsi via WiFi. Ne posizioni una, e attraverso l’app crei la mappa sonora della stanza nella quale si trova, in modo tale che sistemi l’equalizzazione e altri dettagli, un po’ quello che fa autonomamente l’HomePod di Apple.

Potrebbe essere lo smart speaker che fa per me, visto anche il prezzo: 179€ la lampada, 100€ il ripiano. Avendone due si possono usare anche come diffusore stereo per l’impianto di home theatre, altra cosa carina. Peccato la lampada sia una derivazione palese dell’HomePod di cui sopra.

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I robot che puliscono per terra e fanno l’inventario

Walmart has several jobs in mind for the new robots. Robot floor cleaners are coming to 1,500 stores. (The company says that floor scrubbing was previously a task that could take a human worker two to three hours each day to complete.) Walmart is also adding 600 conveyor belts that can sort inventory automatically, and at least 300 bots that can check if shelves are running out of stock after Walmart initially began to test this technology in 2017.

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