Erasing Women in Tech: How ‘60 Minutes’ Ignored Women’s Voices, Stories, and Expertise

Reshma Saujani, CEO di “Girls who code“, critica piuttosto duramente la scelta di escludere dall’ultima puntata della trasmissione “60 minutes” il ruolo delle donne nelle STEM e delle organizzazioni precedentemente coinvolte nella realizzazione della puntata, a favore di Hadi Partovi, uomo al vertice di Code.org.

By omitting the expertise and experience of woman-led organizations’ pioneering efforts to bring more girls into computing, 60 Minutes is contributing to a long and ugly history of media erasing women in tech.

Anche Ayah Bdeir, fondatrice di LittleBits, parla del suo coinvolgimento – poi tagliato via – dalla trasmissione: An Insider’s Look at Why Women End Up on the Cutting Room Floor

[…]we know there are systemic and frequent roadblocks ahead of girls in their journey from a social, psychological, and environmental perspective and they need support and mentorship throughout their lives to withstand the stereotypes and discrimination they are subjected to. Reaching girls at scale to try coding is great but it is the tip of the iceberg. When you don’t invite the richness of an experience to the table, you miss the nuance, and you risk becoming “hand wavy” about an important subject.

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Facebook vs Germania: le nuove frontiere del giustificazionismo.

“Using information across our [Facebook] services also helps us protect people’s safety and security, including, for example, identifying abusive behavior and disabling accounts tied to terrorism, child exploitation and election interference across both Facebook and Instagram.”

Ma la Germania non pare essere convinta (nemmeno noi).

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La censura su Tumblr

by Stefania S.


“It will always be in the interest of the men who own the machines to say their machines will make the world a better place”

da Infinite peepshow” 

Può apparire amaramente ironico il fatto che Tumblr abbia scelto il 17 dicembre, ricorrenza per l’ International Day to End Violence Against Sex Workers, come deadline per i contenuti pornografici sulla propria piattaforma, ma in realtà fa semplicemente schifo.

Dal 1996 in America vige il Communications Decency Act (CDA) che regola la diffusione e la gestione legale del materiale di natura pornografica pubblicato su internet; ad Aprile 2018 Trump ha posto la sua firma sulle SESTA-FOSTA, le due leggi che vanno a ledere la section 230 del CDA, la quale a sua volta tutelava legalmente le piattaforme che permettevano ai loro iscritti di condividere contenuti NSFW.
Per tutta risposta moltissime piattaforme, ma anche colossi come Google ad Apple, hanno deciso coraggiosissimamente in via preventiva di stringere ancora di più le maglie delle proprie politiche oscurantiste nei confronti dei contenuti pornografici che quotidianamente passano sui loro canali.

SESTA (Stop Enabling Sex Traffickers Act) e FOSTA (Fight Online Sex Trafficking Act) sono state presentate alla Camera e al Senato americani come deterrenti per la diffusione della prostituzione online e come strumenti per la lotta al traffico umano, suscitando critiche e accuse piuttosto precise: i due act infatti non solo ledono la libertà di espressione degli utenti su internet (i purge preventivi tout court di contenuti hard anche a mero scopo ricreativo ne sono una prova), ma anzi peggiorano le condizioni dei/delle sex workers, privandoli/e di uno spazio sicuro e autogestito dove poter esercitare la propria professione e rigettandoli/e in strada nuovamente alla mercé di sfruttatori e organizzazioni criminali, in condizioni lavorative precarie e nocive. Ma pensa, chi l’avrebbe mai detto? 

L’effetto domino ha toccato fra i tanti anche Tumblr, social noto per l’alta diffusione di materiale pornografico che, a seguito della rimozione della propria app dall’Apple Store, ha deciso di ritornare in carreggiata imponendo a sua volta nuove regole restrittive sul materiale digitale esplicito (leggasi ban e cancellazione dei post mediante automatismo) a partire proprio dall’emblematico 17 dicembre; a nulla son servite ovviamente le poco realistiche rassicurazioni su presunte tutele di opere di natura artistica.

Per saperne di più:


Tumblr is banning adult content. It’s about so much more than porn.

A new law intended to curb sex trafficking threatens the future of the internet as we know it

FOSTA-SESTA is now law—where does that leave the Internet?


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