La famiglia si allarga

La nostra famiglia, inteso: benvenuta a Stefania Serra, che da oggi aiuterà Carmine e me a portare No Rocket Science verso lidi ancora sconosciuti, e meravigliosi. Se suona tutto molto sentimentale, è perché a parlare di privacy e intelligenza artificiale e tutte quelle robe lì si diventa molto sentimentali.

Benvenuta, Stefania!

SpaceX Falcon 9

Chiudiamo l’anno con lo spettacolare video del lancio dell’ultimo SpaceX Falcon 9.

Sperando che porti bene anche a NRS.

Buon 2018.

Racconti, un podcast inutile

Abbiamo lanciato un podcast, sì. Un po’ perché siamo bravi a farne, un po’ perché abbiamo pensato che fosse bello far sentire le cose che pubblichiamo. Qui trovate le puntate uscite finora (due, al quattro di novembre) e che usciranno. Qui invece l’editoriale in cui ne parliamo.

Racconti è il nome di questo podcast, e come sempre nelle cose che facciamo, si spiega da sé: sono i racconti della settimana, letti dalla nostra Federica Bordin. Io interverrò molto poco, solo alla fine, per liberare Fede dall’incombenza di dire cose tecniche come le url dei nostri profili social.

Si ascolta sul sito di inutile, su Querty, su iTunes, su Spreaker. Speriamo vi piaccia: e se vi piace, fatecelo sapere.

No Rocket Science due punto zero

Abbiamo chiamato questa rivista No Rocket Science perché ci pare davvero che l’argomento di cui parliamo non sia scienza difficile: la tecnologia può effettivamente migliorare la nostra esistenza. Non si tratta semplicemente di capirla: è questione anche di abitudine, di non farsi impaurire da cose nuove. Poi, certo: sforzarsi di capire le cose è sempre un bel passo da compiere. Magari alla fine non ci piacciono: ma intanto non fanno più paura.

Il secondo aspetto di No Rocket Science è direttamente legato a questo, ovvero: per fare cultura oggi bisogna quasi inevitabilmente passare attraverso un processore di qualche tipo, che comanda un dispositivo di qualche tipo, che mostra quello che vuoi o che fai su uno schermo di qualche tipo. Semplifico molto, ma grossomodo è così. Chi si lamenta oggi della preponderanza della tecnologia si dimentica che da sempre il progresso tecnologico ha portato profondi cambiamenti anche sul versante culturale (il più famoso da tirar fuori in questi casi è l’esempio della stampa a caratteri mobili). Raccontare i cambiamenti che la tecnologia sta attualmente portando con sé, e specialmente in campo culturale, ci è sembrato un’ottima maniera per impiegare qualche ora della nostra giornata.

Da oggi No Rocket Science diventa 2.0, ovvero una nuova forma. Il cambiamento più evidente è che lo faremo in italiano, un po’ per togliere uno strato aggiuntivo di lavoro che stavamo facendo prima (per quanto breve, scrivere un post in inglese è comunque lavoro in più), e un po’ perché a noi italiani di capire queste cose ne abbiamo un gran bisogno.

Il gruppo si allarga, ed è una cosa che mi piace moltissimo: Claudio Serena rimane, pronto a scrivere di quello che gli piace di più, e Carmine Bussone aiuterà il sottoscritto a trovare argomenti di cui parlare, scriverne, commentare. Carmine e io ci siamo conosciuti diversi anni fa, quando propose un suo racconto a inutile. Oltre a piacermi il pezzo, mi piacque lui: umile e convinto, allo stesso tempo, che è un mix che mi piace sempre. Negli anni ci siamo conosciuti meglio, e quando la geografia lo consente ci siamo anche incontrati: a cena con le rispettive compagne, in giro per Milano o Roma. Un po’ per il suo lavoro (lui è uno specialista IT vero, non come me che faccio finta), un po’ perché mi piace come fa le cose che fa, ho pensato di coinvolgerlo. E ho fatto un’ottima scelta.

Il futuro è ieri, e purtroppo questa rivista è stata ferma a lungo: ora, al solito nostro, c’è da recuperare il tempo perduto.

The Road Ahead

Welcome to No Rocket Science. It is a spinoff of inutile: an Italian independent magazine of contemporary fiction. We published short stories, mostly, but we are true geeks, passionate about books, about music, about the process to achieve books, and music, and movies, and about the tech used to make those things: so we used to talk about all of this, about literature, and culture, and liberal arts. We did it trying to speak to everybody. Last year, we realized that our purpose – talking about culture, and making culture – would be better served if we split our two penchants and let them fulfill separately. So we doubled-down on contemporary fiction, with inutile, and on our geeky side, with a new magazine: No Rocket Science.

Here, we will focus on the intersection between culture and technology: we are interested in the process of making art with technological means, and we’d like to explore how technology and innovation can impact our culture, our society. We will try to achieve this speaking to everybody. We will show you the many different implementations of high-tech in delivering some of the finest pieces of mass culture you can find. You may have heard that SnapChat is only for kids, but The Wall Street Journal is now using SnapChat’s Discover channel to post its content. They might say that the “deep web” is the place to go to buy drugs or guns, but ProPublica recently became the first news site down there (and with good reasons to be there, too).

We know many people who think about a book as something special, something poetic: but if they can actually read it, it’s because there’s a software that can print it. The latest and greatest indie movie that you saw last week has been edited in Avid or Final Cut. Products that can move or exalt you have been processed by some cold piece of software. Isn’t it great? And weird? And funny, given how most people underestimate this?

That’s No Rocket Science: because it is not so complicated to understand that everything’s software, nowadays. And everything is connected, and we are connected with everything else. It’s scary, and the thought could crush us: but it can also be unbelievably empowering. And we want to be empowered.

What to expect from us

Hey there, how’s your 2016 begun? We’re getting ready for our official start date (January, the 11th), and we hope we can deliver everything we’re planning to, in the course of this calendar year.

As you can see, every day – or so we’ll post links to interesting stuff we found on the internet, hoping to break some new ground and knowing beforehand that sometimes we’ll link you to some already-known pieces: it’s the game. But every once in a while, we’ll try to contribute with some original thoughts.

Until January, 11th, we’ll continue to populate this site. We hope that you’ll enjoy what we’re finding. And please, let us know how to improve: as Microsoft’ CEO Satya Nadella said, we aim to be «the learn-it-alls, not the know-it-alls».