Un punto (temporaneo) sulla questione dell’hacking cinese

Probabilmente l’avrete letto in giro, negli ultimi giorni: Bloomberg è venuta fuori con uno scoop notevolissimo, se confermato: un’operazione di hacking hardware condotta dall’intelligence cinese ai danni delle aziende di informatica di tutto il mondo, in particolare Apple e Amazon.

È abbastanza credibile, in realtà: visto il tipo di regime, obbligare le aziende che producono hardware ad accettare intrusioni simili (attraverso corruzione o minacce, è poco importante) è relativamente facile.

Bloomberg ha un sacco di fonti, ma tutte anonime: il problema è che le aziende principali, Apple e Amazon, hanno negato dettagliatamente le accuse. Addirittura il Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti ha dato ragione alle aziende in questione, assieme al Dipartimento della sicurezza interna del Regno Unito.

Il comunicato di Apple è poi incredibile. Di solito è un’azienda misurata, qui ha lasciato proprio la briglia sciolta:

The October 8, 2018 issue of Bloomberg Businessweek incorrectly reports that Apple found “malicious chips” in servers on its network in 2015. As Apple has repeatedly explained to Bloomberg reporters and editors over the past 12 months, there is no truth to these claims. [link]

Anche l’ultimo avvocato dell’azienda si è espresso in merito, in maniera piuttosto chiara e tirando in ballo l’FBI:

“I got on the phone with him personally and said, ‘Do you know anything about this?,” Sewell said of his conversation with Baker. “He said, ‘I’ve never heard of this, but give me 24 hours to make sure.’ He called me back 24 hours later and said ‘Nobody here knows what this story is about.’” [link]

Amazon non è da meno: il suo comunicato è firmato dal suo dirigente a capo della sicurezza informatica: una mossa che fai quando sei sicuro di non rimetterci la faccia:

At no time, past or present, have we ever found any issues relating to modified hardware or malicious chips in SuperMicro motherboards in any Elemental or Amazon systems. Nor have we engaged in an investigation with the government. [link]

Dal momento che la storia è verosimile, e che sicuramente ci sono stati tentativi simili, non mi sento di tacciarla del tutto di bufala: ma il fatto che le due grandi aziende coinvolte nel pezzo sono anche le due aziende che hanno superato il trilione di dollari di valore di mercato, la questione puzza.

(Il valore di mercato è probabilmente una delle cose che mi interessa di meno, di un’azienda. Ma sicuramente c’è gente, in giro, che può ricavare dei vantaggi – e manco pochi – a manipolare le informazioni su di loro.)

Un impianto per camminare di nuovo

For the nearly 1.3 million people who are paralyzed because of spinal cord injuries in the US, the hope is that standing and stepping can help bring more independence, improve circulation and bone density, and boost cardiovascular health. “There’s no real treatment for people with this type of injury,” says Susan Harkema, associate director of the Kentucky Spinal Cord Injury Research Center at the University of Louisville and senior author of the New England Journal of Medicine paper. “This isn’t taking them back to before their injury, but it’s giving them significant, incremental return of function, and health — and that can make their daily lives substantially better.” [link]

La speranza è che questi impianti migliorino sempre di più.

Markup

Non il markup che conosciamo tutti, ma un sito che terrà d’occhio i giganti della tecnologia. Craig Newmark, il fondatore di Craiglist, ci ha messo i primi 20 milioni.

Dal punto di vista della gestione delle notizie, Markup intende fare le cose in maniera un po’ diversa:

At The Markup, journalists will be partnered with a programmer from a story’s inception until its completion. [link]

Disturbo da stress post-traumatico a causa di Facebook

Selena Scola ha fatto causa a Facebook perché per filtrare tutti i contenuti violenti ed evitare che siano visibili dagli utenti ha subito uno shock psicologico notevole, che le ha causato un disturbo da stress post-traumatico. Tipo quello dei soldati di ritorno dalla guerra, per capirci.

Facebook sta analizzando tutti i materiali portati a sostegno della causa di Scola, sostenendo che i propri impiegati ricevono addestramento e sostegno, e che di solito chiede ai propri fornitori di offrire sostegno psicologico. Credo che implicitamente stiano rimbalzando le accuse e indirizzandole all’effettivo datore di lavoro di Scola.

Per garantire la massima sicurezza sulla propria piattaforma Facebook ha creato una squadra di circa 10mila persone – che entro fine anno dovrebbero arrivare a 20mila. Ovviamente la maggior parte di questi lavorano attraverso aziende o agenzie terze, che secondo Facebook dovrebbero garantire gli stessi benefit che l’azienda fornisce ai propri.

Penso comunque che esempi di stress post-traumatico a causa di molestie e abusi sui social network siano molteplici, in giro per il mondo. (Non che questo sminuisca la situazione di Selena Scola, eh.)

Quella volta che John Turturro presentò internet al pubblico

Un video meraviglioso. Che anni, gli anni ’90, quando questa cosa di internet era davvero nuovissima.

Though at times it feels like the 1950s, the year was 1999, perhaps the last moment before America’s complete internet saturation — before social media, before streaming video, before blogs, before almost everything popular online today. “The video for Internet ‘newbies’ starring John Turturro was made available for free rental on the community service shelf of over 4,000 Blockbuster Video stores, West Coast Video stores, public school libraries and classrooms across the United States,” says a contemporary article at Newenglandfilm.com. “The production was funded by Lycos who has instituted a campaign to better educate the public about the World Wide Web.” [link]

I braccialetti per il fitness e la salute vietati nelle installazioni militari americane

E non hanno tutti i torti, se si accetta che difendere la segretezza di potenziali obiettivi militari sia una priorità per le forze armate.

The Pentagon is banning Fitbits and other fitness devices that use geolocation data, according to an announcement Monday, because soldiers wearing those devices have accidentally revealed the locations of secret military bases abroad. The only Fitbits that will be allowed are those that commanders have deemed necessary and that have location services disabled. [link]

(Link un po’ vecchio, ma sempre interessante.)

Il museo dei suoni del passato

C’è un museo (online) che ha lo scopo di preservare i suoni della tecnologia del passato. Non solo il passato vero e proprio, ma anche quello recente: per esempio, il rumore del disco del primo iPod.

As analog recedes, it can seem that noisy tech in general becomes more and more dated. It is hard to hear the rubbing of thumbs and fingers across screens and touchpads. Voice commands make buttons and switches redundant. How much tech from now will one day feature in Conserve the Sound, the “online museum for vanishing and endangered sounds”? [link]

Robe che i dissing tra rapper, a confronto, son poca cosa

Dopo che i fondatori di Instagram hanno abbandonato Facebook, sono iniziate un po’ di speculazioni sui perché e i percome. Con un tempismo eccezionale, Forbes è andata a intervistare Brian Acton, uno dei fondatori di WhatsApp, che aveva abbandonato Facebook prima di poter incassare le quote dell’azienda, rinunciando di fatto a 850 milioni di dollari. Ne viene fuori un ritratto pessimo di Facebook, e anche di Zuckerberg, anche se credo che questo risultato fosse ampiamente prevedibile: se dici che la privacy dei tuoi utenti ti sta a cuore non vendi la tua app a un’azienda che non ha idea di cosa farsene, della privacy degli utenti. E i 22 miliardi di dollari che quest’azienda è disposta a pagare non ti leveranno mai i dubbi.

Uno dei pezzi grossi di Facebook se l’è presa, per questa intervista, e ha risposto a tono ad Acton. Tra le due comunque ti consiglio il pezzo di Forbes, estremamente curato, e davvero interessante.

Se i fondatori di Instagram se ne sono andati magari è colpa di Zuckerberg

L’altra settimana è stato reso pubblico l’addio dei fondatori di Instagram dalla loro stessa piattaforma (e da Facebook in generale, visto che è Facebook che s’è comprata Instagram nel 2012). Nei giorni seguenti, sono state avanzate diverse ipotesi riguardo i motivi di questa scelta e molti indicano nel buon Mark il motivo principale.

Instagram co-founders Kevin Systrom and Mike Krieger are resigning from the company they built amid frustration and agitation with Facebook CEO Mark Zuckerberg’s increased meddling and control over Instagram, according to sources. [link]

Come ho detto l’altro giorno: l’ipotesi che Facebook voglia monetizzare in maniera totale Instagram è tra gli indiziati principali, e probabilmente c’entra qualcosa l’invasione di privacy che questo comporterà. (Ma, per il momento, è supposizione e basta.)

(Questa è una di quelle giornate dove i link che vi proponiamo sembrano andare tutti nella direzione di dimostrare che Facebook è Il Male. Be’, un po’ lo pensiamo, ma è soltanto una coincidenza di programmazione editoriale, quella che potrebbe far sorgere il sospetto!)

Uno che vende i progetti per stamparsi le pistole 3D

Quella della stampa 3D è una storia affascinante, a prescindere: le possibilità di fare qualcosa di positivo sono potenzialmente infinite. Sono tantissimi gli esempi di protesi per arti mancanti, e mi sembra un campo d’applicazione fantastico. Poi ci sono anche i casi limite, tipo quello di Cody Wilson.

È il proprietario di Defense Distributed, e attraverso la sua società vende progetti di armi da fuoco che ognuno può poi stamparsi a casa (previo acquisto di una stampante 3D). Be’, pare abbia pagato una ragazzina di 16 perché facesse sesso con lui.

L’azienda l’ha licenziato.

CD+G

I CD con la grafica, coi video, con tante cose belle che io – che ho acquistato il primo cd nel 1999 ed era un vecchio disco di Guccini – non ho mai vissuto.

When it first hit the market in 1982, the compact disc famously promised “perfect sound that lasts forever.” But innovation has a way of marching continually on, and naturally the innovators soon started wondering: what if perfect sound isn’t enough? What if consumers want something to go with it, something to look at? And so, when compact disc co-developers Sony and Philips updated its standards, they included documentation on the use of the format’s channels not occupied by audio data. So was born the CD+G, which boasted “not only the CD’s full, digital sound, but also video information — graphics — viewable on any television set or video monitor.” [link]

È un paese per vecchi (linguaggi di programmazione)

La situazione ricorda quella di un vecchio racconto di Asimov dove nessuno al mondo sa più calcolare a mano le operazioni matematiche fra numeri.

Il COBOL, un linguaggio di programmazione nato alla fine degli anni ’50, è tuttora alla base del funzionamento di alcuni applicativi bancari e di sistemi della rete Bancomat.

Molto rari sono, invece, quelli che conoscono il COBOL e sono in grado di amministrare questi sistemi, la cui evoluzione potrebbe essere non solo costosa ma anche inutile, dato che il loro funzionamento è perfetto e addirittura (in alcuni casi) più sicuro rispetto a quelli di generazione più attuale.

Oltre a studiare i framework per le app potrebbe essere utile, per uno sviluppatore in cerca di lavoro, installare anche un vecchio compilatore.

[Link]

La situazione degli audiolibri, in breve

Par buona. C’è un bel pezzo su Vulture che ne parla, raccontando soprattutto dell’ascesa di Audible (cioè di Amazon, dal 2008) e della quantità di soldi che è disposta a pagare per ottenere delle esclusive.

Sostenibilità è una cosa estranea al quadro, per ora (e infatti un editore si domanda fino per quanto durerà, il gioco).

As with e-books, which Amazon also cornered quickly (fighting a pricing battle with the industry in which the DOJ sided with the monopolist), the Big Six (now Five) legacy megapublishers were initially slow to adapt. Audio had always been an afterthought for publishers, and many books sat unrecorded, even as Amazon bought Audible in 2008. [link]

Adobe + Marketo

Nonostante il mio rapporto a distanza (molta distanza) con i programmi Adobe, non c’è dubbio che siano una delle suite professionali più usate al mondo. L’azienda è stata anche piuttosto brava a spostarsi da un modello d’acquisto diretto al paradigma del SaaS, software as a service, e farsi pagare una quota mensile dai suoi utenti. Negli anni ha anche cercato di intercettare tutto il grande mondo del marketing, offrendo strumenti più o meno avanzati per i suoi clienti. Se confermata, la notizia che intende acquistare un software di marketing come Marketo avrebbe senso.

Mi sento sempre più vecchio, nella mia convinzione che le app che uso debbano essere spietatamente brave a fare una e una sola cosa soltanto, e che per scopi diversi sia necessario usare app diverse.

I fondatori di Instagram lasciano l’azienda

Notevole. Mi chiedo se ci siano ragioni simili a quelle che hanno portato all’allontanamento dei fondatori di WhatsApp dalla stessa azienda: Facebook.

Kevin Systrom and Mike Krieger, the co-founders of the photo-sharing app Instagram, have resigned and plan to leave the company in the coming weeks, adding to the challenges facing Instagram’s parent company, Facebook. [link]

La privacy di Chrome

Con l’ultima versione di Chrome (la 69) gli utenti che si collegano al proprio account Google si ritrovano anche all’interno di un account Chrome. Il che significa che se un utente vuole sfruttare cronologia o preferiti salvati sul proprio computer, e usarli su altri computer, fa il login e fila tutto liscio.

Il problema è che unendo utente di Chrome all’utenza di Google, Google ottiene automaticamente cronologia e altri dettagli della nostra vita online.

The issue is complex, but it revolves around how and when people choose to log in to the Chrome browser (which is different than logging in to Google services like Gmail). In past versions of the browser, this was a voluntary step. Doing so means users can sync information like bookmarks, passwords, and browsing history between devices, a feature Google calls “Chrome Sync.” It also means that their user data is stored on Google’s servers — something that some people are understandably unhappy about. [link]

Google ha modificato delle impostazioni di Android da remoto

Niente di male, se fosse stato attraverso un aggiornamento di sistema. Il fatto è che la modifica è arrivata da remoto, cioè gli utenti si son visti cambiare le impostazioni di risparmio della batteria a caso, per lo più in situazioni dove la batteria non ne aveva bisogno. Molti hanno pensato a un bug, ma poi Google ha confermato che si è trattato di un errore.

The company posted a message on Reddit last night acknowledging “an internal experiment to test battery saving features that was mistakenly rolled out to more users than intended.” So Google had remotely — and accidentally — changed a phone setting for a bunch of real-world customers. Several staffers at The Verge experienced the issue. “We have now rolled battery saver settings back to default. Please configure to your liking,” the Pixel team wrote on Reddit before apologizing for the error. [link]

È la volta buona?

È stata annunciata per oggi la conferenza in cui il matematico Michael Atiyah esporrà il suo tentativo di dimostrazione, a 159 anni dalla formulazione, della Congettura di Riemann.

Se la dimostrazione fosse valida, si aprirebbero nuove frontiere in tanti campi in cui l’utilizzo dei numeri primi (la cui distribuzione diventerebbe chiara se la congettura fosse provata come esatta).

L’utilità dei numeri primi è estesa a tante applicazioni, una su tutte la crittografia, per la generazione di elementi difficilmente scomponibili in fattori primi e permettere la generazione di codici molto difficili da decifrare.

[Link]