Boeing 737 Max has flown 135 times since grounding

I Boeing 737 MAX, ripetuti protagonisti di alcuni incidenti dei mesi scorsi, continuano a non essere utilizzati dopo il fermo imposto dalla casa madre.

Intanto, il testing del software utilizzato dall’aereo prosegue con 135 voli effettuati.

A causa di questi eventi, il 737 MAX finora è costato alla Boeing un miliardo di dollari in più del previsto.

Stando all’ultimo rapporto, la certificazione dell’aggiornamento del software potrebbe avvenire questo mese stesso e in tal caso i voli potranno riprendere già a luglio.

Speriamo che tutto non si chiuda con un WORKSFORME (questa la capiranno in pochissimi).

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Workers Love AirPods Because Employers Stole Their Walls

Negli spazi di lavoro condivisi e grandi, le AirPods e gli auricolari in genere sono diventati il segnale ufficiale che indica la volontà di non essere disturbati.

Eppure, non rappresentano un giovamento alla concentrazione o alla produttività. E comunque servono a poco.

“It’s not about what you’re looking at on your screen or anything. It’s much more fundamental than that.”

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Twitter e il problema del nazionalismo bianco

Ne abbiamo parlato tantissime volte, ma l’incapacità di Twitter di gestire il suprematismo bianco è arrivata a dei livelli incredibili. L’azienda nega un recente report di Motherboard, in cui un impiegato di Twitter sostiene che qualsiasi soluzione automatica rischierebbe di prendere in mezzo anche i tweet di molti politici repubblicani.

🤷🏻‍♂️

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I giganteschi problemi di privacy di Alexa

A quanto pare c’è la possibilità che alcuni membri della squadra di Alexa riescano a risalire agli indirizzi di casa degli utenti di Alexa. Lo rivela a Bloomberg un dipendente di Amazon. Non si sta parlando, ovviamente, di una banalità come: Amazon conosce il tuo indirizzo di casa, che quello è abbastanza sensato: per utilizzare Amazon è indispensabile fornire loro i propri dati, sennò come possono consegnarti i prodotti che ordini?

After punching in a customer ID number, those workers, called annotators and verifiers, can see the home and work addresses and phone numbers customers entered into the Alexa app when they set up the device, the employee said. [link]

Si sta parlando di un accesso quasi sconsiderato a tutta una serie di informazioni personali e private che non dovrebbero passare di mano in mano senza essere mascherate, anonimizzate meglio ancora. Tutto sommato, è quello che prova a fare Apple con Siri sugli HomePod:

Apple seems to be trying to do this. Whenever you talk to Siri, those commands are encrypted before they’re sent to the company with a random Siri identifier attached. Your Siri identifier is not associated with your Apple ID, so there’s no way you can open up your privacy settings on an iPhone and see what you’ve been saying to Siri. Not all Siri functionality requires your device to send information to Apple’s servers, either, so that cuts down on exposure. [link]

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Facial recognition creeps up on a JetBlue passenger and she hates it

La tecnologia del riconoscimento facciale, che in alcuni aeroporti USA sta velocizzando le operazioni di imbarco, pone degli interrogativi leciti sul trattamento dei propri dati.

Sfortunatamente, le risposte riguardanti l’utilizzo dei suddetti dati, la privacy e la sicurezza non sono ancora chiare.

There’s nothing to worry about.

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I colori delle statue antiche

Sempre abituato a vedere le statue greche o romane senza alcun colore se non quello del materiale con cui è stata creata la statua stessa, sono rimasto scioccato a vedere quest’immagine, su Open Culture.

Poi mi son ricordato che effettivamente i vasi erano più che ornati. Probabilmente in qualche libro di storia, o di storia dell’arte, quest’informazione è passata ma chissà quando l’ho persa.

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Disney compra una società che gestisce (perlopiù) criptovalute

O meglio, compra NXC, una società che attraverso un’altra società sviluppa giochi online e che possiede Korbit e Bitstamp, due grandi piattaforme di scambio di criptovalute.

Se la Disney manterrà il controllo su queste due piattaforme non è ancora chiaro, ma c’è da dire che in passato aveva mostrato interesse per gli scambi in criptovalute avendo sponsorizzato Dragonchain, un’altra piattaforma open-source di scambio che non ebbe il successo sperato.

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Social media blocked in Sri Lanka following church and hotel bombings
A seguito degli attentati degli ultimi giorni, sta continuando il blocco dei social media e delle piattforme di IM nello Sri-Lanka.

Ad ora, siamo al terzo giorno di blocco dei principali provider.

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Le piattaforme di crowdfunding sono responsabili dei ritardi dei progetti che ospitano?

Un bell’articolo uscito su Verge.

Crowdfunded gadgets are sometimes delayed for months or years, and in some cases, they never ship at all. To address this, crowdfunding sites have been making changes designed to keep backers informed, support campaigns so they don’t end up failing, and ensure accountability if they do. The changes can protect backers from giving money to a project that never materializes. But in some cases, they also reshape the very idea of crowdfunding, taking away all of the risk from a concept that was built around it. [link]

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15 mesi d’inferno a Facebook

Una bella lettura pasquale. Qui lo ripetiamo da mo’: Facebook è la più famosa azienda tra la feccia della Silicon Valley. Difficile leggere un pezzo come questo e non esserne ancora più convinti.

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