La situazione degli audiolibri, in breve

Par buona. C’è un bel pezzo su Vulture che ne parla, raccontando soprattutto dell’ascesa di Audible (cioè di Amazon, dal 2008) e della quantità di soldi che è disposta a pagare per ottenere delle esclusive.

Sostenibilità è una cosa estranea al quadro, per ora (e infatti un editore si domanda fino per quanto durerà, il gioco).

As with e-books, which Amazon also cornered quickly (fighting a pricing battle with the industry in which the DOJ sided with the monopolist), the Big Six (now Five) legacy megapublishers were initially slow to adapt. Audio had always been an afterthought for publishers, and many books sat unrecorded, even as Amazon bought Audible in 2008. [link]

Adobe + Marketo

Nonostante il mio rapporto a distanza (molta distanza) con i programmi Adobe, non c’è dubbio che siano una delle suite professionali più usate al mondo. L’azienda è stata anche piuttosto brava a spostarsi da un modello d’acquisto diretto al paradigma del SaaS, software as a service, e farsi pagare una quota mensile dai suoi utenti. Negli anni ha anche cercato di intercettare tutto il grande mondo del marketing, offrendo strumenti più o meno avanzati per i suoi clienti. Se confermata, la notizia che intende acquistare un software di marketing come Marketo avrebbe senso.

Mi sento sempre più vecchio, nella mia convinzione che le app che uso debbano essere spietatamente brave a fare una e una sola cosa soltanto, e che per scopi diversi sia necessario usare app diverse.

I fondatori di Instagram lasciano l’azienda

Notevole. Mi chiedo se ci siano ragioni simili a quelle che hanno portato all’allontanamento dei fondatori di WhatsApp dalla stessa azienda: Facebook.

Kevin Systrom and Mike Krieger, the co-founders of the photo-sharing app Instagram, have resigned and plan to leave the company in the coming weeks, adding to the challenges facing Instagram’s parent company, Facebook. [link]

La privacy di Chrome

Con l’ultima versione di Chrome (la 69) gli utenti che si collegano al proprio account Google si ritrovano anche all’interno di un account Chrome. Il che significa che se un utente vuole sfruttare cronologia o preferiti salvati sul proprio computer, e usarli su altri computer, fa il login e fila tutto liscio.

Il problema è che unendo utente di Chrome all’utenza di Google, Google ottiene automaticamente cronologia e altri dettagli della nostra vita online.

The issue is complex, but it revolves around how and when people choose to log in to the Chrome browser (which is different than logging in to Google services like Gmail). In past versions of the browser, this was a voluntary step. Doing so means users can sync information like bookmarks, passwords, and browsing history between devices, a feature Google calls “Chrome Sync.” It also means that their user data is stored on Google’s servers — something that some people are understandably unhappy about. [link]

Google ha modificato delle impostazioni di Android da remoto

Niente di male, se fosse stato attraverso un aggiornamento di sistema. Il fatto è che la modifica è arrivata da remoto, cioè gli utenti si son visti cambiare le impostazioni di risparmio della batteria a caso, per lo più in situazioni dove la batteria non ne aveva bisogno. Molti hanno pensato a un bug, ma poi Google ha confermato che si è trattato di un errore.

The company posted a message on Reddit last night acknowledging “an internal experiment to test battery saving features that was mistakenly rolled out to more users than intended.” So Google had remotely — and accidentally — changed a phone setting for a bunch of real-world customers. Several staffers at The Verge experienced the issue. “We have now rolled battery saver settings back to default. Please configure to your liking,” the Pixel team wrote on Reddit before apologizing for the error. [link]

È la volta buona?

È stata annunciata per oggi la conferenza in cui il matematico Michael Atiyah esporrà il suo tentativo di dimostrazione, a 159 anni dalla formulazione, della Congettura di Riemann.

Se la dimostrazione fosse valida, si aprirebbero nuove frontiere in tanti campi in cui l’utilizzo dei numeri primi (la cui distribuzione diventerebbe chiara se la congettura fosse provata come esatta).

L’utilità dei numeri primi è estesa a tante applicazioni, una su tutte la crittografia, per la generazione di elementi difficilmente scomponibili in fattori primi e permettere la generazione di codici molto difficili da decifrare.

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Breve storia del tastierino numerico

Articolo meraviglioso, che cerca di capire una cosa che in tanti ci siamo chiesti, da sempre: perché il tastierino numerico dei telefoni e quello delle calcolatrici (e dei computer) sono orientati diversamente.

Picture the keypad of a telephone and calculator side by side. Can you see the subtle difference between the two without resorting to your smartphone? Don’t worry if you can’t recall the design. Most of us are so used to accepting the common interfaces that we tend to overlook the calculator’s inverted key sequence. A calculator has the 7–8–9 buttons at the top whereas a phone uses the 1–2–3 format.
Subtle, but puzzling since they serve the same functional goal — input numbers. There’s no logical reason for the inversion if a user operates the interface in the same way. Common sense suggests the reason should be technological constraints. Maybe it’s due to a patent battle between the inventors. Some people may theorize it’s ergonomics.
With no clear explanation, I knew history and the evolution of these devices would provide the answer. Which device was invented first? Which keypad influenced the other? Most importantly, who invented the keypad in the first place? [link]

Vent’anni di Bluetooth

Il protocollo Bluetooth compie vent’anni ed è tuttora oggetto di ulteriori evoluzioni sia tecniche che di utilizzo. La più recente è quella del supporto alle reti mesh.

I problemi di sicurezza e vulnerabilità, invece, sembrano essere sempre aperti.

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Le pagine di risultati di Amazon

Piene di pubblicità, esattamente come quelle di Google. Mi chiedo se arrivare a essere la seconda azienda a toccare il triliardo di dollari non richieda loro di incassare più soldi che in passato.

Amazon-sponsored product ads have been around since 2012. But lately, as the company has invested in growing its advertising business, they’ve become more aggressive. [link]

Non è solo Adware Doctor

Pare che Trend Micro, famosissima software house nota per i suoi antivirus, abbia scazzato pesantemente: non era solo Adware Doctor a spedire i log di navigazione in Cina, ma anche altre app com Dr. Cleaner, Dr. Antivirus, Dr. Unarchiver.

Apple removed several anti-malware apps from its Mac App Store after the apps were found to export users’ browser histories. All of the apps in question are made by the cyber-security company Trend Micro, which initially denied the allegations but has since issued an apology to its users. [link]

Come WhatsApp ha distrutto un villaggio

Sembra esattamente la stessa cosa che è successa in Myanmar grazie a Facebook.

Hours after a mob of villagers beat five strangers to death over a rumor on WhatsApp, nobody wanted to clean up the blood: There was just too much of it. [link]

Adware Doctor

L’app sosteneva di rimuovere diversi tipi di adware, ma è stata scoperta a fare tutt’altro, tipo registrare la cronologia di navigazione di Chrome, Safari e Firefox e inviarla in Cina, allo sviluppatore.

Il problema è che il programma era in vendita sul Mac App Store: il che significa che l’app era riuscita a passare i controlli di sicurezza prima di esser messa a disposizione della piattaforma. Non solo: era tra le app più popolari. Non solo, e due: l’app era già stata fonte di problemi, in passato. Non ci si aspetta che i controlli riescano a filtrare il 100% delle app pericolose, ma visto che c’era già stata una segnalazione stupisce che l’app fosse ancora sullo Store.

Patrick Wardle ha un ottimo post che riassume e spiega il tutto.

Affinity Publisher

Era da parecchio che lo aspettavo, personalmente: non avendo alcuna intenzione di pagare Adobe per i loro software ma trovandomi un po’ ristretto nelle scelte alternative, guardavo ai ragazzi di Serif con molta aspettativa. Ho scaricato la beta, e vediamo come sarà.

Should I stay or should I go?

Non ne avevamo parlato un po’ perché non abbiamo fatto a tempo, un po’ perché stavamo cercando qualche articolo in cui la questione venisse spiegata bene. Ma a quanto pare non c’è bisogno di altro: Elon Musk ha prima annunciato via Twitter che avrebbe ritirato Tesla dal mercato azionario, rendendola privata, e sostenuto di avere tutti i soldi necessari per farlo e gli azionisti alle spalle; poi in un comunicato ufficiale, ha fatto marcia indietro, dicendo che la maggior parte dei grandi azionisti preferisce che Tesla rimanga pubblica.

After considering all of these factors, I met with Tesla’s Board of Directors yesterday and let them know that I believe the better path is for Tesla to remain public. The Board indicated that they agree. [link]

Qualche settimana il New York Times ha intervistato Musk, e ne viene fuori il ritratto di una persona in uno stato di equilibrio precario. Avrebbe bisogno di staccare un po’, anche per non fare stronzate come mettere in vendita un lanciafiamme.

Anche l’Australia mette al bando Huawei

Anche se solo dai fornitori per la tecnologia 5G.

Australia has banned Chinese telecoms firm Huawei Technologies Co Ltd from supplying equipment for a 5G mobile network, citing risks of foreign interference and hacking which Beijing dismissed as an “excuse” to tilt the playing field against a Chinese firm. [link]