A volte sì: tipo quelle che possiamo fare – e che spesso qui facciamo – quando troviamo profili che diffondono odio e violenza. A volte invece non servono: come quando Rochelle Ritchie segnalò un profilo che la minacciava su Twitter, e Twitter non fece seguito alla segnalazione e il profilo rimase attivo. Era il profilo del terrorista di estrema destra americano che ha spedito i pacchi bomba a diverse personalità che il Presidente Trump identifica come nemici.

Non è che chiudergli il profilo avrebbe impedito la spedizione dei pacchi bomba. Semmai è: dire che «Ma sì, tanto sono solo minacce online, nient’altro» non è mai stata una linea credibile, e questa ne è la riprova.

(A onor del vero, Twitter si è pubblicamente scusato per non aver agito.)