il futuro del libro

Al di là del fatto che qualsiasi cosa scrive Jason Kottke va letta; qui c’è un punto di vista interessante e più che argomentato, di uno che è stato in prima linea per anni e adesso fa due conti al sistema “libri digitale”.

For one thing, almost every kind of forward-looking reading technology can be put to more lucrative uses than making e-books. Facebook will buy your company. Google will buy your company. Some games publisher will buy your company. You will not be making books any more. You will be making something else. It might be cool! But it won’t be books.

Second, and more importantly, the main way that the Kindle and other digital devices have transformed books is to make them as liquid as possible. By liquid, I mean, they take the shape of their container, rather than dictating the container’s shape. You need a single book to read in much the same way on a Kindle as on an iPhone, a full-sized tablet, a PC, and on whatever device you’re using to read your audiobook. Plus, you know-printed books, which are still huge. And part of the value of the digital book is that it’s a reasonable facsimile of the printed book.

È vero: persi nelle meravigliose possibilità degli ebook e dei dispositivi per leggerli, ci siamo persi il fatto che le meravigliose possibilità erano rese possibili da tecnologie che – in un certo senso – scomparivano subito, acquisite da aziende che le usavano per fare altro. Non c’è granché da dire in merito: l’unica piattaforma di massa vera per l’acquisto di libri digitali rimane Amazon, che spesso sembra considerare il Kindle come un viatico per acquisire e conquistare mind share nel pubblico, e non come una cosa da coltivare e far crescere. Microsoft si è affacciata a un mercato strambo, e non credo che la sua presenza nel settore cambierà di molto le cose. Non resta che aspettare, ancora.


Matteo Scandolin

È nato a Venezia nel 1982, vive a Milano. Scriveva racconti, poi s'è accorto che si divertiva di più ad aiutare gli altri a scriverli. Ogni tanto aggiorna il suo sito, Grandi speranze. Assieme a un altro paio di amici ha fondato inutile nel 2005. Su Twitter è matteoscandolin.