L’obbiettivo principale di ogni startup fino a poco tempo fa, era quello di incontrare i favori di qualche grosso fondo di VC che iniettasse una quantità enorme di liquidità nella piccola azienda.

Lo scopo principale di questi soldi è sempre stato quello di accelerare i tempi di allargamento sul mercato dell’azienda sia per battere la concorrenza che (in molti casi) per approfittare più velocemente di eventuali buche legislative sulle quali la startup faceva leva.

Eppure, da parecchio tempo, i fondi di VC non sono più la fonte di sostentamento e di crescita preferita da parte delle giovani e piccole compagnie che grazie ad altri strumenti di finanziamento collettivo o anche ad altre tipologie di investimento basate sui dividendi, stanno cercando nuovi lidi.

Il tutto, sembra, con l’interesse dei venture capitalists.

We’re not anti-V.C. We’re just thinking for ourselves, rather than for them or other peers. [Link]

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5G may be a game changer, but don’t expect a lot in 2019

Il 2019 è l’anno in cui anche in Italia (ma solo in alcune grandi città) inizierà ad entrare in operatività il 5G, la quinta generazione del protocollo di trasmissione dati che, almeno sulla carta, consentirà velocità da dieci a cento volte superiori a quelle attuali.

Il passaggio sarà completato nel 2022, ma almeno attualmente mancano infrastrutture consistenti che sfruttino appieno la capacità del 5G e soprattutto non c’è ancora una massa critica di dispositivi che supportano il protocollo.

Finora, anche negli ultimi giorni di CES, si sono viste cose molto promettenti nel campo dell’IoT e dell’analisi dei big data che trarrebbero molto vantaggio dalle velocità maggiori di scambio dati.

Aspettiamo fiduciosi.

For us, 5G is a catalyst technology, the connective tissue between cloud and the edge. [Link]

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La prima regola di Facebook è non parlar male di Facebook

La questione di Facebook del giorno è quella riguardante il suo ambiente di lavoro. Da audizioni relative ai casi di molestie sessuali in azienda, alcuni impiegati hanno riferito di avere paura a rilasciare dichiarazoni.

Tale paura è giustificata dalle continue azioni di ritorsione al quale sarebbero soggetti gli impiegati che tendono a parlar male della situazione lavorativa all’interno di Facebook.

Sembra, infatti, che i dipendenti siano forzati a non far trasparire alcun problema e a comportarsi sempre come se lavorare in Facebook sia la cosa migliore delle loro vite. Questa situazione si unisce anche ad un sistema di valutazione delle performance personali che aumenta i casi di disparità interne e di vessazioni, impedendo di fatto qualsiasi miglioramento (Facebook è scesa dalla prima alla settima posizione come qualità dell’ambiente aziendale).

“There shouldn’t be this pressure to pretend to love something when I don’t feel this way “[Link]

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La censura su Tumblr

by Stefania S.


“It will always be in the interest of the men who own the machines to say their machines will make the world a better place”

da Infinite peepshow” 

Può apparire amaramente ironico il fatto che Tumblr abbia scelto il 17 dicembre, ricorrenza per l’ International Day to End Violence Against Sex Workers, come deadline per i contenuti pornografici sulla propria piattaforma, ma in realtà fa semplicemente schifo.

Dal 1996 in America vige il Communications Decency Act (CDA) che regola la diffusione e la gestione legale del materiale di natura pornografica pubblicato su internet; ad Aprile 2018 Trump ha posto la sua firma sulle SESTA-FOSTA, le due leggi che vanno a ledere la section 230 del CDA, la quale a sua volta tutelava legalmente le piattaforme che permettevano ai loro iscritti di condividere contenuti NSFW.
Per tutta risposta moltissime piattaforme, ma anche colossi come Google ad Apple, hanno deciso coraggiosissimamente in via preventiva di stringere ancora di più le maglie delle proprie politiche oscurantiste nei confronti dei contenuti pornografici che quotidianamente passano sui loro canali.

SESTA (Stop Enabling Sex Traffickers Act) e FOSTA (Fight Online Sex Trafficking Act) sono state presentate alla Camera e al Senato americani come deterrenti per la diffusione della prostituzione online e come strumenti per la lotta al traffico umano, suscitando critiche e accuse piuttosto precise: i due act infatti non solo ledono la libertà di espressione degli utenti su internet (i purge preventivi tout court di contenuti hard anche a mero scopo ricreativo ne sono una prova), ma anzi peggiorano le condizioni dei/delle sex workers, privandoli/e di uno spazio sicuro e autogestito dove poter esercitare la propria professione e rigettandoli/e in strada nuovamente alla mercé di sfruttatori e organizzazioni criminali, in condizioni lavorative precarie e nocive. Ma pensa, chi l’avrebbe mai detto? 

L’effetto domino ha toccato fra i tanti anche Tumblr, social noto per l’alta diffusione di materiale pornografico che, a seguito della rimozione della propria app dall’Apple Store, ha deciso di ritornare in carreggiata imponendo a sua volta nuove regole restrittive sul materiale digitale esplicito (leggasi ban e cancellazione dei post mediante automatismo) a partire proprio dall’emblematico 17 dicembre; a nulla son servite ovviamente le poco realistiche rassicurazioni su presunte tutele di opere di natura artistica.

Per saperne di più:


Tumblr is banning adult content. It’s about so much more than porn.

A new law intended to curb sex trafficking threatens the future of the internet as we know it

FOSTA-SESTA is now law—where does that leave the Internet?


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L’ennesima legge fatta male con la scusa della sicurezza.

by Carmine Bussone

In Australia potrebbe essere approvata una legge che consentirebbe alle forze dell’ordine di ordinare il sequestro di informazioni criptate detenute dalle aziende.

In poche parole: se sei un’azienda o uno sviluppatore che ha la possibilità di leggere informazioni criptate a te indirizzate o hai la capacità di decriptare le informazioni che arrivano alle tue piattaforme localizzate in Australia, potresti essere costretto a consegnare tali informazioni alla polizia. Pena multe molto salate o addirittura la galera.

Non è difficile immaginare le conseguenze, sia per la riservatezza che per le aziende che utilizzano crittografia e che si troveranno ad essere molto meno appetibili.

There’s no end to the damage this law could do if there’s even a single corrupt judge, law enforcement agent, or politician on the Australian continent. [Link]

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Un altro bug di Google+

by Matteo Scandolin

Qualche mese fa venne fuori che un bug di Google+ aveva lasciato accessibili i dati privati di mezzo milione di utenti. (Contestualmente, veniva annunciata la fine di Google+.)

Oggi vien fuori un bug che ha reso disponibili i dati di 52 milioni di utenti. Cinquantadue milioni.

The programming interface bug allowed developers to access names, ages, email addresses, occupations, and a wealth of other personal details even when they were set to be nonpublic. [link]

Contestualmente, ha anticipato di qualche mese la chiusura di Google+.

On Monday, Google said it planned to expedite the closure from August 2019 to April.

Sarebbe da riderci sopra, se non fosse atroce.

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La madre di tutte le demo

by Matteo Scandolin

Sempre ammesso che siamo d’accordo che “demo” sia femminile, ma secondo noi sì – d’altro canto, è la contrazione di “demonstration”, che in italiano è femminile.

Ma in ogni caso!, questo articolo racconta quella che è stata definita “la madre di tutte le demo”: una cosa successa nel 1968, e che ha definito il personal computer per i 50 anni successivi.

Over the course of the next 90 minutes, seated at a workstation custom-designed by the research division of Herman Miller and supported by a team of programmers, engineers, and audiovisual technicians, Engelbart introduces the world to the oN-Line System (or NLS) his team has invented. Using the newly invented mouse and keyboard, he demonstrates all the things it can do, things we today take for granted as the necessary tools of everyday work and play: word processing, hypertext and linking, windows, view control, collaborative working, revision tracking — basically, the entire world-to-come of networked personal computing. [link]

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I prodotti Apple costano sempre di più. E Apple guadagna sempre di più.

by Carmine Bussone

Il prezzo dei prodotti Apple sta crescendo con un rateo che supera quello dell’inflazione USA. 

Il prezzo di alcuni modelli di iPhone supera i 1000$. 

Eppure, rallentare la corsa o diminuire i prezzi non gioverebbe a nessuno.

Most technology products are commodities that go down in price over time. Apple has worked very hard not to become a commodity.[Link]

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Trapelate 250 pagine di documenti riservati di Facebook

by Francesca Balestrieri

Nell’internet sono state appena rilasciate ben 250 pagine di documenti riservati (e scottanti) di Facebook, il cui contenuto si può riassumere in sei punti:

—Facebook “whitelisted” certain companies, meaning that they still had full access to users’ friends’ data after platform changes in 2014-15, including Airbnb, Netflix, and Badoo. “It is not clear that there was any user consent for this, nor how Facebook decided which companies should be whitelisted or not,” said Damian Collins, a member of Parliament and committee chair.

—Facebook aggressively tried to shut down the competition. When Twitter launched the six-second-video-clip platform Vine, Zuckerberg approved revoking its access to Facebook’s API.

—Friends’ data has been a big source of revenue for Facebook, thanks to growing revenues from app developers. The idea of tying access to this data to the developer’s relationship with Facebook is a recurring feature throughout the documents.

—Mark Zuckerberg wanted “full reciprocity” between Facebook and app developers: you share all your data on users with us, and we’ll share all of ours with you.

—Facebook found ways to access users’ call history without alerting them, in order to make “People You May Know” suggestions and tweak news-feed rankings. Facebook planned to make it as hard as possible for users to know that this was happening.

—Facebook used Onavo (an Israeli analytics company it bought in 2013) to check customers’ usage of mobile apps without their knowledge. They used this to find out how many people had downloaded apps and how often they used them. This information was used to suss out potential companies to acquire.

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Precogs in the UK

by Francesca Balestrieri

Avete presente il racconto The Minority Report di Philip K. Dick – quello, per intenderci, in cui i precog, esseri dotati di preveggenza, vengono usati dalla Precrimine per arrestare i criminali prima ancora che compiano il misfatto per cui vengono arrestati? (Quello, sempre per intenderci, da cui è stato tratto il quasi omonimo film di Spielberg.) Beh, la polizia del West Midlands, per ovviare ai recenti tagli dei fondi destinati alle forze dell’ordine e per ottimizzare di conseguenza le prestazioni, ha avviato un progetto (il National Data Analytics Solution) che, combinando intelligenza artificiale, statistica, e una ingentissima banca dati, ha come scopo quello di prevedere, come nel racconto di Dick, chi è ad alto rischio di commettere crimini violenti, per poter poi usare misure preventive. Non pochi i dubbi sull’eticità del progetto.

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Il ritorno di Winamp

by Matteo Scandolin

Che dolce suono che si affaccia alla memoria: Winamp! Pensavi di averlo dimenticato, vero? E invece è pronto per tornare nel 2019, con un piano ambiziosissimo: mettere insieme tutte le tue sorgenti d’audio (musica, podcast, servizi di streaming) e fartele fruire da un’unica interfaccia, indipendentemente dalla piattaforma su cui ti trovi.

“There will be a completely new version next year, with the legacy of Winamp but a more complete listening experience,” said Alexandre Saboundjian, CEO of Radionomy, the company that bought Winamp (or what remained of it) in 2014. “You can listen to the MP3s you may have at home, but also to the cloud, to podcasts, to streaming radio stations, to a playlist you perhaps have built.” [link]

Pare ci siano ancora abbastanza utenti nel mondo da rendere sensato tutto questo lavoro. Ora io però voglio anche il ritorno di Audiogalaxy.

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Smantellato un giro di supporto fraudolento per Windows

by Matteo Scandolin

Più di 50 persone arrestate a Delhi, accusate di partecipare a un giro di supporto telefonico fraudolento, che ha fruttato intorno al miliardo e mezzo di dollari millantando problemi ai PC delle vittime, ignare.

Typically, said Microsoft, attempts to trick people revolved around pop-up warnings that falsely claimed that a person’s computer was infected with a virus.

Fixing the non-existent virus could involve ringing a tech support centre. An operator would talk a victim through a fake fix and then charge them for the work. [link]

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I dati di 100 milioni di utenti Quora sono stati compromessi

by Matteo Scandolin

100 milioni di utenti, manco poco. Se hai un account Quora, come minimo cambia la password. Non si sa ancora cos’è successo, stanno ancora indaando.

For approximately 100 million Quora users, the following information may have been compromised:

  • Account information, e.g. name, email address, encrypted (hashed) password, data imported from linked networks when authorized by users
  • Public content and actions, e.g. questions, answers, comments, upvotes
  • Non-public content and actions, e.g. answer requests, downvotes, direct messages (note that a low percentage of Quora users have sent or received such messages)

[link]

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Falsi profondi

by Francesca Balestrieri

Grazie all’intelligenza artificiale, diventa sempre più facile creare video allo stesso tempo estremamente realistici ed estremamente falsi: si veda, ad esempio, questo discorso di “Obama”. Le conseguenze del deepfake – crasi tra deep learning e fake – sono potenzialmente catastrofiche, dato l’alto coefficiente di possibile manipolazione dell’informazione. Per capire il livello di urgenza e importanza della questione, si pensi che il DARPA, l’agenzia governative del Dipartimento della Difesa degli USA incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie a scopo militare, ha appena stanziato ben 68 milioni di dollari al solo scopo di creare tecnologie in grado di smascherare i deepfake. E sempre per rimanere in tema, in Cina, l’agenzia di stampa Xinhua, in collaborazione con il motore di ricerca cinese Sogou, ha presentato da poco i suoi nuovi anchormen, intelligenze artificiali dalle sembianze modellate su veri e propri presentatori, in grado di leggere in maniera realistica (ma completamente acritica) testi di ogni genere, sia in inglese che in mandarino. Come dire, caveat spectator.

Per approfondire,
https://www.technologyreview.com/s/611810/fake-america-great-again/
https://www.youtube.com/watch?v=qc5P2bvfl44

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La lettera dei lavoratori di Google contro il progetto “Dragonfly”.

by Stefania S.

 

 

Lo scorso settembre è stata resa nota l’esistenza del “Project dragonfly” di Google per la Cina, ovvero un prototipo di motore di ricerca in grado di tracciare le informazioni sensibili degli utilizzatori e i loro recapiti personali, oltre che permettere una censura accurata di tutti i temi non graditi al regime, nell’ottica di un rientro del colosso in terra cinese.

Il 27 Novembre 2018 i dipendenti Google hanno pubblicato una lettera su Medium nella quale criticano la compagnia e chiedano che venga fatto un passo indietro e che il progetto venga soppresso.

 

Our opposition to Dragonfly is not about China: we object to technologies that aid the powerful in oppressing the vulnerable, wherever they may be. The Chinese government certainly isn’t alone in its readiness to stifle freedom of expression, and to use surveillance to repress dissent. Dragonfly in China would establish a dangerous precedent at a volatile political moment, one that would make it harder for Google to deny other countries similar concessions. […]

Dragonfly would also enable censorship and government-directed disinformation, and destabilize the ground truth on which popular deliberation and dissent rely. Given the Chinese government’s reported suppression of dissident voices, such controls would likely be used to silence marginalized people, and favor information that promotes government interests.

 

Una lettera simile era già circolata mesi fa, ma a differenza di allora stavolta sono allegati (e in continuo aggiornamento) tutti i nomi dei firmatari.

Su Medium l’appello dei dipendenti Google: We are Google employees. Google must drop Dragonfly.

Per saperne di più sul progetto:

Whistleblower reveals Google’s plans for censored search in China

Project Dragonfly (wikipedia EN)

 

 

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Il Fax è ancora vivo?

by Carmine Bussone

Credo fosse intorno al 2004.

Il mio professore di Reti di Calcolatori ci disse che il Fax era stata una delle invenzioni che più avevano cambiato la vita delle persone e che difficilmente sarebbe scomparsa di lì a pochi anni.

Quell’affermazione, nell’epoca in cui Internet stava iniziando ad entrare sempre di più nelle nostre esistenze, ci fece un po’ sorridere e ci sembrava destinata ad affievolire la sua validità.

Quest’articolo di The Atlantic (nel quale è segnalato questo libro) ci dimostra come il professore avrà ragione ancora per un po’.

That habit dies hard. [Link]

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